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25 Marzo 2026
25 Marzo 2026

Vallo della Lucania, chirurgie private vietate e cartelle falsificate: sospesi due medici

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Vallo della Lucania, chirurgie private vietate e cartelle falsificate: sospesi due medici

Due medici sospesi per un anno dall’esercizio della professione e un terzo destinatario di un sequestro patrimoniale. È l’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ed eseguita dalla Guardia di Finanza, che ha portato alla luce un presunto sistema di irregolarità legato ad attività chirurgiche svolte in una clinica privata convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, uno dei sanitari — pur essendo dipendente di una struttura ospedaliera pubblica con vincolo di esclusività — avrebbe effettuato interventi chirurgici anche presso una clinica privata. Una condotta che, stando all’accusa, gli avrebbe consentito di percepire indebitamente un’indennità mensile aggiuntiva prevista proprio per il regime esclusivo. Su questo fronte è stato disposto il sequestro di circa 36.500 euro, somma ritenuta profitto delle condotte contestate tra gennaio 2023 e marzo 2025. 

Nell’ambito delle indagini emerge anche un episodio specifico: il medico avrebbe modificato una scheda di dimissione, inserendo l’indicazione di un intervento chirurgico mai eseguito, oltre a quello realmente effettuato. 

Il secondo professionista, in servizio come primo operatore di sala nella stessa clinica privata, è accusato di aver redatto cartelle cliniche ritenute false. In particolare, avrebbe omesso in numerosi casi di riportare la presenza e l’attività chirurgica svolta dal collega vincolato al rapporto esclusivo con la struttura pubblica. 

Per entrambi è stata applicata la misura interdittiva del divieto di esercitare qualsiasi attività sanitaria o parasanitaria, sia in ambito pubblico sia privato, per la durata di un anno.

Le indagini coinvolgono anche un terzo medico, per il quale è stato disposto il sequestro di circa 16mila euro. Anche in questo caso l’ipotesi è quella di truffa aggravata: il professionista, pur legato da un rapporto esclusivo con una struttura sanitaria pubblica fuori regione, avrebbe preso parte ad interventi chirurgici nella stessa clinica privata tra il 2024 e il 2025. 

I provvedimenti sono stati emessi dal gip su richiesta della Procura e si collocano nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. 

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