Nel Golfo di Policastro, e più in generale nell’entroterra che si spinge fino a Sanza, la questione dei Postamat Atm è diventata un paradosso quotidiano: sportelli che funzionano a intermittenza “programmata”, ovvero quando l’ufficio postale è aperto, e di fatto inutilizzabili proprio nei momenti in cui servirebbero di più.
Il problema, segnalato da residenti e attività commerciali da diversi mesi, riguarda diversi comuni dell’area, città come Sapri e piccoli borghi come Morigerati e Tortorella, fino ad arrivare alle aree interne. Qui, gli ATM risultano operativi solo durante gli orari di apertura degli uffici postali: quando la sede è chiusa, anche lo sportello automatico smette di erogare contante.
Un cortocircuito logistico che trasforma il ppstamat, pensato proprio per garantire autonomia e continuità di servizio, in un’estensione degli orari d’ufficio. Il risultato è semplice quanto problematico: nei fine settimana, nei festivi o nelle ore serali, prelevare denaro diventa impossibile.
La misura, secondo quanto riferito sul territorio, sarebbe una conseguenza indiretta di una serie di episodi di furti e rapine che hanno interessato il comprensorio del Golfo di Policastro. Da qui la decisione di limitare l’accesso agli ATM per ragioni di sicurezza, vincolandone il funzionamento alla presenza del personale.
Una soluzione che però sta generando effetti collaterali significativi, soprattutto in un’area dove il turismo stagionale rappresenta una delle principali fonti di reddito. Nei periodi di maggiore afflusso, come quelli delle festività, visitatori e residenti si trovano spesso senza contante disponibile, con ricadute immediate su bar, ristoranti, strutture ricettive e piccoli esercizi commerciali.
Nel frattempo, la situazione si protrae da mesi senza una soluzione strutturale visibile. Le comunità locali chiedono un intervento che metta insieme sicurezza e continuità del servizio, evitando che la risposta alle criticità legate alla criminalità si traduca in un ulteriore isolamento dei territori già penalizzati dalla carenza di infrastrutture.











