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19 Aprile 2026
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Novi Velia, frana del Monte Gelbison: per i tecnici non fu calamità ma evento evitabile

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Novi Velia, frana del Monte Gelbison: per i tecnici non fu calamità ma evento evitabile

Non un evento imprevedibile, ma un dissesto che poteva essere evitato con una corretta gestione del territorio. È quanto emerge dalla consulenza tecnica depositata presso il tribunale di Vallo della Lucania in merito alla frana verificatasi nel dicembre 2024 lungo via Monte Gelbison.

Secondo i periti, le piogge registrate nei giorni precedenti rientravano nei parametri stagionali e non configuravano un evento eccezionale. A incidere sul cedimento del versante sarebbe stata invece una serie di criticità legate alla gestione del sistema idrico e agli interventi sul territorio.

Tra le cause individuate figurano l’utilizzo del canale comunale come collettore per acque non autorizzate e l’apporto di flussi provenienti da valloni e impluvi secondari, che avrebbero aumentato la pressione sul terreno. A ciò si aggiungono opere realizzate senza collaudo, come blocchi in calcestruzzo e modifiche artigianali che avrebbero alterato l’equilibrio del pendio.

Determinante anche lo stato di abbandono di un muro in pietra, originariamente destinato a regolare il deflusso delle acque, risultato deteriorato. Il crollo avrebbe canalizzato i flussi in punti specifici, generando un effetto imbuto che ha saturato il terreno fino al cedimento.

La frana si è sviluppata rapidamente, coinvolgendo la zona a valle e causando danni significativi. L’area interessata ricade in una zona speciale di conservazione della rete Natura 2000, con ripercussioni ambientali e sull’equilibrio idrogeologico.

Tra le conseguenze anche disagi per le attività locali, come la chiusura temporanea del ristorante “La Montanara”, rimasto isolato dopo l’evento.

La relazione evidenzia inoltre possibili carenze nella manutenzione e nei controlli, con impianti non sempre funzionanti e verifiche ritenute insufficienti. Elementi che rafforzano la tesi di una responsabilità umana nella genesi del dissesto.

Sul piano istituzionale, la vicenda ha acceso il confronto politico. Il sindaco Adriano De Vita ha respinto le accuse di negligenza, rivendicando l’operato dell’amministrazione: «Abbiamo agito sempre con responsabilità e nel rispetto delle norme», ha dichiarato, sottolineando l’impatto significativo dell’evento sul territorio e l’impegno nel monitoraggio costante della situazione.

Ulteriori approfondimenti sono attesi nei prossimi mesi per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire eventuali responsabilità.

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