Cento anni e non sentirli. Il “ciucciariello” vietrese, l’asinello in ceramica diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’artigianato campano nel mondo, compie un secolo e Vietri sul Mare gli dedica una grande celebrazione tra mostra, laboratori e riflessioni sul futuro della ceramica artistica.
L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio 2026 alle ore 11 al Museo della Ceramica Contemporanea di Palazzo Punzi, dove sarà inaugurata una mostra collettiva dedicata all’iconico asinello, reinterpretato da trenta artisti del territorio. L’esposizione resterà visitabile fino al 23 giugno e sarà accompagnata dal talk “Asino, una storia testarda! I 100 anni di asinello vietrese”, promosso dal Comune di Vietri sul Mare guidato dal sindaco Giovanni De Simone, con il coordinamento artistico e logistico di Elisabetta D’Arienzo e la supervisione dell’assessore alla ceramica Daniele Benincasa.
L’evento rientra nel programma nazionale di Buongiorno Ceramica!, la manifestazione promossa da AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica che ogni anno mette al centro le città italiane della tradizione ceramica.
Da animale da fatica a icona dell’arte vietrese
Dietro quel piccolo asinello dalle orecchie lunghe, spesso dipinto di verde ramina o decorato con motivi mediterranei, si nasconde una storia che intreccia arte, identità popolare e innovazione.
Il “ciucciariello” entra nella tradizione ceramica vietrese negli anni Venti grazie all’artista tedesco Richard Dölker, protagonista del cosiddetto “periodo tedesco” della ceramica di Vietri. In quegli anni, numerosi artisti stranieri arrivarono in Costiera Amalfitana attratti dalla luce, dai colori e dalla vitalità artigiana del territorio, contribuendo a rinnovare linguaggi e tecniche decorative.
La scelta dell’asino non fu casuale. Per secoli il “ciuccio” è stato il vero motore della Costiera: trasportava limoni, legna, ceramiche e merci lungo sentieri ripidi e strade impossibili. Un animale umile, resistente, essenziale alla vita quotidiana. Trasformarlo in oggetto artistico significò elevare a simbolo proprio ciò che apparteneva alla cultura popolare e contadina.
Da allora il ciucciariello è diventato molto più di un souvenir. È un elemento identitario, un oggetto che racconta la capacità della ceramica vietrese di fondere ironia, manualità e memoria collettiva.
Un secolo di evoluzione artigianale
La mostra di Palazzo Punzi punta proprio a raccontare questa trasformazione. I trenta artisti coinvolti offriranno interpretazioni contemporanee dell’asinello, dimostrando quanto il simbolo continui a essere vivo e aperto alla sperimentazione.
Negli anni il ciucciariello ha cambiato forme, colori e stile:
- dalle versioni più naïf e popolari;
- alle reinterpretazioni minimaliste;
- fino alle sperimentazioni di design contemporaneo.
Eppure resta immediatamente riconoscibile. È questa probabilmente la sua forza: riuscire a mantenere un legame profondo con la tradizione pur attraversando linguaggi artistici diversi.
Nel talk moderato dall’architetto Daniela Scalese interverranno, tra gli altri, Antonio Forcellino, Vito Pinto e Rosa Fiorillo. Il confronto toccherà temi centrali per il comparto: tradizione, innovazione, formazione delle nuove generazioni e futuro della ceramica artistica vietrese.
Il valore dell’artigianato identitario
In un mercato dominato dalla produzione seriale, il successo del ciucciariello racconta anche altro: il ritorno di valore dell’oggetto artigianale autentico.
Ogni asinello vietrese realizzato a mano è diverso dall’altro. Cambiano le pennellate, le espressioni, le proporzioni volutamente irregolari. È proprio quell’imperfezione a renderlo riconoscibile e prezioso.
Per Vietri sul Mare, la ceramica non rappresenta soltanto un settore economico o turistico, ma un linguaggio culturale che continua a definire l’identità della città. E il ciucciariello, con la sua ironia ostinata e popolare, ne è forse la sintesi più efficace.
Durante il weekend del 23 e 24 maggio, in piazza Amendola si terranno anche dimostrazioni e laboratori gratuiti dedicati proprio alla realizzazione dell’asinello vietrese, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare da vicino gesti, tecniche e manualità che da un secolo trasformano un semplice animale da fatica in una piccola opera d’arte mediterranea.
(Foto: versione anni 50 marchio Italy dalla collezione privata di Gianvito Moretta)












