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25 Maggio 2026
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Taglio ridotto sulle accise: il caro-gasolio pesa su famiglie e autotrasporto

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Taglio ridotto sulle accise: il caro-gasolio pesa su famiglie e autotrasporto

Nuova stretta sui carburanti e nuovo allarme per famiglie e imprese. Con la riduzione dello sconto sulle accise del gasolio da 20 a 10 centesimi al litro, il diesel torna a correre sopra quota 2 euro al litro, con effetti immediati sui costi di trasporto e sui bilanci degli automobilisti.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale in modalità self service registrato domenica 24 maggio era pari a 1,968 euro al litro per la benzina e 2,037 euro per il gasolio. In autostrada i valori risultano ancora più elevati: 2,057 euro per la benzina e 2,123 euro per il diesel.

A incidere è il decreto del governo che ha dimezzato il taglio delle accise sul gasolio. Come evidenziato dal Codacons, considerando anche l’Iva, il beneficio fiscale per il diesel passa da 24,4 a 12,2 centesimi al litro. Tradotto in termini pratici, un pieno costerà in media 6,1 euro in più per ogni automobilista.

Fino al 6 giugno le accise sul gasolio saliranno infatti da 472,90 a 572,90 euro per mille litri, mentre quelle sulla benzina resteranno ferme a 622,90 euro. Lo sconto sulla benzina continuerà invece a essere pari a 6,1 centesimi al litro.

Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, l’effetto della misura riporterà rapidamente il prezzo del diesel sopra i 2 euro al litro sulla rete ordinaria, con una media stimata di 2,09 euro al litro in modalità self e fino a 2,18 euro in autostrada.

Il Codacons parla apertamente di un ritorno dell’Italia tra i Paesi europei con il gasolio più caro. Con gli ultimi rincari, il Paese si collocherebbe al sesto posto nella classifica europea dei prezzi del diesel, dietro soltanto a Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Francia e Belgio.

Dure le reazioni delle associazioni di categoria. Massimiliano Dona, presidente della Unione Nazionale Consumatori, ha accusato il governo di considerare “gli automobilisti polli da spennare”, mentre Riccardo Verona ha definito la misura “miope e incomprensibile”, sottolineando le ricadute sul settore del trasporto turistico.

L’aumento dei prezzi pesa soprattutto sul comparto dell’autotrasporto. Secondo la Cgia, dopo tre mesi di rincari il caro-gasolio è già costato oltre 2,1 miliardi di euro alle imprese del settore. Le regioni più colpite risultano Lombardia, Campania e Sicilia.

Preoccupazione anche dal mondo artigiano. Per la Cna, il caro energia e il rialzo dei carburanti stanno aggravando ulteriormente i costi delle piccole imprese. Il presidente Dario Costantini ha parlato di furgoni diventati “bollette viaggianti da migliaia di euro”, denunciando il peso crescente delle spese di trasporto sulle attività produttive.

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