Manca ormai poche ore alla sfida che vale una stagione. Questa sera al Rigamonti andrà in scena Union Brescia–Salernitana, ritorno della semifinale playoff dopo l’1-1 maturato nella gara d’andata. Novanta minuti, eventualmente centoventi e persino i calci di rigore, per decidere chi continuerà a inseguire il proprio obiettivo.
Ma, al di là del campo e della tensione sportiva, a tenere banco nelle ultime ore è soprattutto una decisione che ha lasciato perplessi migliaia di tifosi granata. La trasferta in Lombardia, infatti, è stata aperta ai residenti in provincia di Salerno esclusivamente per il settore ospiti e con obbligo di tessera del tifoso.
Una scelta che continua a suscitare interrogativi. Non soltanto perché nella gara d’andata disputata a Salerno non erano state applicate restrizioni ai sostenitori bresciani, ma soprattutto per la storia che unisce le due tifoserie. Quello tra Salerno e Brescia non è infatti un semplice rapporto di rispetto reciproco: è uno dei gemellaggi più longevi e simbolici del panorama calcistico italiano, un’amicizia nata quasi vent’anni fa e consolidata nel tempo attraverso trasferte condivise, cori e attestati di stima reciproca.
Proprio per questo motivo la decisione appare ancor più difficile da interpretare. Una partita che avrebbe dovuto trasformarsi in una festa sugli spalti rischia invece di lasciare fuori centinaia di tifosi granata. Molti sostenitori della Bersagliera, non in possesso della tessera del tifoso, questa sera saranno costretti a seguire la partita davanti a uno schermo e non dagli spalti del Rigamonti.
I numeri raccontano anche l’impatto concreto della misura adottata. Alla chiusura della prevendita risultavano venduti circa 14mila biglietti complessivi, con 700 tagliandi staccati nel settore ospiti, dato ormai definitivo. La capienza riservata ai tifosi granata era di 1026 posti, ma il settore non sarà esaurito.
Nei giorni precedenti alla gara il timore di possibili limitazioni aveva già iniziato a serpeggiare tra i tifosi. L’attesa per la decisione del Gruppo Operativo Sicurezza si era protratta fino a ridosso della partita, complicando anche l’organizzazione del viaggio e incidendo inevitabilmente sui costi della trasferta.
Una parte dei sostenitori granata non residenti in provincia di Salerno sarà comunque presente sugli spalti, distribuita nei settori locali. Ma resta una sensazione difficile da ignorare: quella di un’occasione persa.
Perché in una serata in cui il calcio avrebbe potuto mostrare anche il suo volto più autentico — quello dell’amicizia tra tifoserie storicamente unite — la burocrazia e le restrizioni sembrano aver avuto la meglio. E per tanti tifosi della Salernitana il triplice fischio amaro è arrivato ancora prima dell’inizio della partita.












