C’è un cilentano sul podio del tiro sportivo americano. Luca Broegg, 30 anni, ingegnere chimico di Villammare, ha messo in fila risultati di peso nelle gare IDPA (International Defensive Pistol Association) disputate in Colorado, imponendosi nella categoria SSP (Stock Service Pistol) contro una platea di specialisti statunitensi e internazionali.
In tre giorni e tre gare, dentro un parterre di 363 atleti da tutto il mondo, Broegg ha firmato una sequenza che parla chiaro: secondo assoluto SSP al Rocky Mountain Night Match; quarto SSP Master, quinto assoluto SSP e titolo High International Iron Sights al Colorado State Championship; quindi secondo SSP Master, terzo assoluto SSP e ancora High International Iron Sights al Rocky Mountain Championship. Un trittico che non lascia margini al caso e certifica la crescita di un atleta ormai stabilmente competitivo oltre confine.
Il merito sta in una preparazione cucita con pazienza e metodo. Broegg si allena soltanto nei weekend presso l’ASD SAPD (Shooting Academy Personal Defence) nel Cilento, incastrando turni in poligono e lavoro in laboratorio. Poco spazio ai fronzoli, molta disciplina: cura maniacale dell’impugnatura, gestione dei tempi, economia dei movimenti; e una tenuta mentale costruita con il mental coach Domenico Marotta, che ha lavorato su concentrazione, pressione e lucidità nei frangenti decisivi. Ingredienti che, nelle gare IDPA, fanno la differenza tra un buon piazzamento e il salto di qualità.
«Sono orgoglioso di poter rappresentare il Cilento e il mio territorio anche all’estero, portando questi valori e questa passione sui campi di gara internazionali», ha dichiarato Broegg a margine delle competizioni. «Questi risultati rappresentano uno stimolo importante in vista dei Campionati Europei del prossimo giugno e, con l’auspicio di conquistare la qualificazione, del Campionato del Mondo 2027». Parole misurate, da chi sa che ogni progresso si costruisce centimetro dopo centimetro, bersaglio dopo bersaglio.
Per il Cilento, la scia lasciata in Colorado vale più di un medagliere: è il segnale di un movimento capace di formare talenti che sanno affermarsi anche lontano da casa, senza strutture faraoniche e senza alibi. Per Broegg, è insieme riconoscimento e promessa: la conferma di essere salito sul treno giusto e il preludio a una stagione che guarda dritto agli appuntamenti continentali e, se tutto andrà come deve, al Mondiale 2027.
Nel frattempo resta la fotografia di queste giornate a quota Rocky Mountains: un italiano del Sud, professionista in camice durante la settimana, che nel fine settimana si cala nei panni dell’agonista e, sotto le luci dei poligoni americani, tiene il colpo quando conta. Un biglietto da visita che il circuito IDPA ha già imparato a riconoscere.












