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6 Giugno 2026
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DefibRider, il cardiologo in moto che ogni giorno percorre l’A30

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DefibRider, il cardiologo in moto che ogni giorno percorre l’A30

Chi percorre frequentemente l’autostrada A30 lo avrà probabilmente notato almeno una volta. Una moto che avanza con sicurezza tra il traffico, un motociclista dall’aspetto inconfondibile e una presenza che non passa inosservata. Da tempo, infatti, lungo l’arteria che collega importanti centri della Campania, circola una figura diventata quasi leggendaria tra automobilisti e motociclisti: DefibRider.

Chi è davvero quel motociclista che percorre quotidianamente l’A30? Quale storia si nasconde dietro quel nome che richiama immediatamente il mondo del soccorso e della cardiologia?

Dietro il nome DefibRider si cela infatti un cardiologo che ogni giorno percorre questa strada per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Giuseppe Colangelo, un professionista della salute che, terminato il turno o diretto in ospedale, indossa la sua attrezzatura da motociclista e affronta chilometri di asfalto con la stessa dedizione che mette nella cura dei suoi pazienti.

Ma ciò che rende davvero speciale questa figura non è soltanto la professione che svolge. Nel corso degli anni, infatti, il medico motociclista si è trovato più volte ad intervenire in situazioni di emergenza incontrate lungo il tragitto. Episodi nei quali la sua preparazione, la sua lucidità e la sua esperienza si sono rivelate determinanti per prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dei sanitari.

Circostanze che testimoniano come la vocazione di un medico non si esaurisca all’interno di uno studio o di un reparto ospedaliero. Per alcuni professionisti, aiutare gli altri è un impegno che continua ovunque, anche lungo una corsia autostradale o in una situazione inattesa che può presentarsi nel corso della vita quotidiana.

Da qui nasce anche il significato del nome DefibRider. Un soprannome che unisce la passione per le moto alla missione di diffondere la cultura della cardioprotezione. Il riferimento al defibrillatore è immediato e richiama uno strumento che, insieme alla formazione nelle manovre di primo soccorso, può rappresentare una concreta possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco.

Negli ultimi anni il tema della cardioprotezione è diventato sempre più centrale. La diffusione dei defibrillatori automatici nei luoghi pubblici e la formazione dei cittadini alle manovre salvavita stanno contribuendo a creare una maggiore consapevolezza sull’importanza dell’intervento precoce. Un percorso culturale che può fare la differenza e che DefibRider, nel suo piccolo, cerca di sostenere anche attraverso la propria immagine e la propria testimonianza.

Non si tratta di un supereroe nel senso tradizionale del termine. Non possiede poteri straordinari né cerca notorietà. La sua forza risiede nelle competenze acquisite in anni di studio, nell’esperienza maturata sul campo e nella volontà di metterle al servizio degli altri ogni volta che ce n’è bisogno.

Per questo, lungo l’A30, c’è chi sorride e pensa una cosa sola: con DefibRider siamo tutti un po’ più cardioprotetti.

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