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15 Giugno 2026
15 Giugno 2026

Roscigno vecchia, la “Pompei del XX secolo” guarda al futuro

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Roscigno vecchia, la “Pompei del XX secolo” guarda al futuro

Martedì 16 giugno 2026, il borgo di Roscigno Vecchia ospiterà un importante incontro operativo promosso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, dal Comune di Roscigno e dalla Pro Loco Roscigno Vecchia, con il coinvolgimento di una fitta rete di attori istituzionali, economici e sociali.

L’obiettivo della giornata è il confronto sulla futura pianificazione strategica di iniziative mirate al rilancio culturale, sociale e territoriale del sito.

Definita suggestivamente da Mario A. De Cunzo, primo Soprintendente ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Salerno e Avellino, come la “Pompei del XX secolo”, Roscigno Vecchia, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è un paese fantasma ma prezioso e silenzioso custode di eccezionali testimonianze storiche e culturali del territorio.

Il borgo fu interessato, a partire dai primi anni del secolo scorso, da un graduale spopolamento a causa della franabilità del luogo che indusse, nel tempo, i suoi abitanti a trasferirsi completamente in un nuovo nucleo abitativo.

Il progetto di rilancio si inserisce nelle attività ispirate al Piano Olivetti per la Cultura, promuovendo un percorso di rigenerazione culturale delle comunità basato sull’armonia tra sviluppo economico, progresso sociale e identità locale. L’intero programma si sviluppa inoltre nel segno dei principi della Convenzione di Faro.

L’iniziativa punta a rafforzare ulteriormente il ruolo di Roscigno Vecchia come museo diffuso a cielo aperto e laboratorio permanente di sperimentazione culturale, in cui possano operare, in un percorso condiviso di progettualità, promozione e rilancio, non solo le istituzioni pubbliche e private, ma anche la comunità locale, chiamata a riappropriarsi del proprio patrimonio culturale.

In quest’ottica di recupero delle testimonianze del passato rientra anche l’attività di ricerca che da anni interessa il sito archeologico di Monte Pruno, nel territorio comunale di Roscigno, uno dei più importanti contesti indigeni dell’entroterra campano. Proprio nei giorni scorsi sono riprese le indagini di scavo archeologico condotte dall’Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con la Soprintendenza, nell’ambito di una concessione rilasciata dal Ministero della Cultura.

A sostenere queste iniziative di rilancio territoriale vi è anche il costante contributo della Fondazione Monte Pruno, da tempo impegnata accanto ai progetti di valorizzazione culturale locale.

L’intero percorso di tutela e valorizzazione intende promuovere un modello di gestione condiviso che metta al centro le comunità, il loro legame con l’eredità culturale e il diritto al patrimonio.

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