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28 Luglio 2026
28 Luglio 2026

Caro carburanti, il Governo interviene sulle accise: cosa cambia per benzina e diesel

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Caro carburanti, il Governo interviene sulle accise: cosa cambia per benzina e diesel

Il caro carburanti torna al centro dell’agenda politica nel pieno dell’esodo estivo. Dopo settimane di rialzi dei prezzi alla pompa, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto urgente che introduce una riduzione temporanea del costo del gasolio, mentre resta invariata la situazione per la benzina. Il provvedimento punta a contenere gli effetti dell’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio e delle tensioni geopolitiche che hanno inciso sui mercati energetici. 

La misura prevede uno sconto complessivo di circa 17 centesimi al litro sul gasolio, considerando la riduzione dell’accisa e il conseguente effetto sull’IVA. L’intervento è entrato in vigore dal 28 luglio e, salvo proroghe, resterà operativo fino al 6 agosto. Non sono invece previsti tagli per la benzina, scelta motivata dall’Esecutivo con l’obiettivo di sostenere soprattutto il settore dell’autotrasporto e i veicoli alimentati a diesel. 

Il Governo ha definito questo intervento un provvedimento “ponte”. Parallelamente è allo studio un possibile ricorso al meccanismo delle accise mobili, previsto dalla normativa, che consentirebbe di ridurre automaticamente il peso fiscale sui carburanti qualora l’aumento delle quotazioni petrolifere determini un maggiore gettito IVA per lo Stato. La decisione sarà valutata nelle prossime settimane sulla base dell’andamento dei mercati e delle entrate fiscali. 

L’impennata dei prezzi è legata soprattutto all’aumento delle quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti raffinati, aggravato dalle tensioni in Medio Oriente e dall’incremento della domanda estiva. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi, negli ultimi giorni la media nazionale del self service ha sfiorato i 2 euro al litro per la benzina e ha superato i 2,18 euro per il gasolio, con punte ben più elevate sulle tratte autostradali e in alcune grandi città. 

In Italia il prezzo dei carburanti continua ad essere fortemente influenzato dalla componente fiscale. Sul costo finale incidono infatti le accise, imposta fissa applicata ai carburanti, e l’IVA del 22%, calcolata anche sull’importo dell’accisa. Dal 1° gennaio 2026 le aliquote di accisa su benzina e gasolio sono state riallineate, ponendo fine alla storica differenza tra i due carburanti. 

Le associazioni dei consumatori chiedono interventi strutturali, sostenendo che il rincaro dei carburanti rischia di riflettersi sull’intera filiera dei trasporti e, di conseguenza, sui prezzi dei beni di largo consumo. Anche le organizzazioni dell’autotrasporto sollecitano misure permanenti per evitare ulteriori aggravi di costo in una fase particolarmente delicata per l’economia. 

Il Governo, dal canto suo, ha ribadito che seguirà quotidianamente l’evoluzione dei mercati energetici e non esclude nuovi interventi qualora la volatilità dei prezzi dovesse proseguire anche nelle prossime settimane. 

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