Manca un mese all’inizio del WoodFest 2026, il festival dedicato a enogastronomia, cultura, musica popolare e sostenibilità in programma dal 19 al 29 luglio nel bosco cittadino di Pontecagnano Faiano, ma sui social e tra gli addetti ai lavori è già esploso il dibattito attorno a uno dei temi centrali della manifestazione: la promozione della Dieta Mediterranea.
L’evento, organizzato dall’associazione culturale Rewind con il patrocinio di Regione Campania, Provincia di Salerno e Comune di Pontecagnano Faiano, prevede infatti incontri, focus e momenti di approfondimento dedicati proprio allo stile alimentare riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Una scelta che ha però acceso il confronto tra cittadini, operatori turistici e sostenitori del territorio cilentano. Al centro delle osservazioni c’è il fatto che Pontecagnano Faiano si trovi geograficamente al di fuori del Cilento, area storicamente legata alla nascita e alla diffusione della Dieta Mediterranea grazie agli studi del fisiologo americano Ancel Keys, che visse per decenni a Pioppi, nel comune di Pollica.
Sui social non sono mancati commenti e critiche da parte di chi ritiene che il brand “Dieta Mediterranea” debba continuare ad essere associato principalmente al Cilento, considerato la culla di questo modello alimentare riconosciuto a livello internazionale.
Gli organizzatori del festival, tuttavia, rivendicano una visione più ampia del concetto di Dieta Mediterranea, intesa come patrimonio culturale dell’intera Campania e del Mezzogiorno. «Promuovere il territorio significa prima di tutto tutelare l’ambiente e la salute», spiegano dall’associazione Rewind, sottolineando come l’obiettivo dell’iniziativa sia quello di raccontare le eccellenze delle aree interne campane e sensibilizzare le comunità sui temi della sostenibilità.
Sulla stessa linea il sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara, che definisce il WoodFest «un appuntamento di grande valore strategico e identitario», capace di unire cultura, enogastronomia, tradizioni e attrattività turistica in un percorso di valorizzazione del territorio.
La discussione, intanto, continua ad animare il dibattito pubblico. Da un lato chi rivendica il legame storico e scientifico tra Dieta Mediterranea e Cilento, dall’altro chi sostiene che i principi di questo modello alimentare possano essere promossi e raccontati ben oltre i confini dell’area cilentana.
Al di là delle polemiche, il tema riporta al centro una questione più ampia: come valorizzare un patrimonio culturale che nasce in un territorio preciso ma che, nel tempo, è diventato simbolo universale di salute, qualità della vita e sostenibilità.













