Studiare chi ha superato gli ottant’anni e persino i cento senza sviluppare patologie oncologiche per comprendere i meccanismi che possono proteggere l’organismo dal cancro. È l’obiettivo del progetto “Amici”, la ricerca promossa dall’Istituto Pascale di Napoli in collaborazione con l’Asl di Benevento e la Comunità Montana del Fortore, i cui primi risultati sono stati illustrati nel corso di un incontro scientifico ospitato dal centro oncologico partenopeo. Lo riporta l’Ansa.
Alla base dello studio c’è una domanda che potrebbe aprire nuove prospettive nella ricerca oncologica: il sistema immunitario conserva una sorta di memoria delle infezioni affrontate durante la vita e questa esperienza potrebbe contribuire a difendere l’organismo anche dalla comparsa dei tumori?
I ricercatori stanno approfondendo l’ipotesi secondo cui alcune infezioni contratte nel corso degli anni possano aver “addestrato” le difese immunitarie a riconoscere e contrastare cellule tumorali. Un fenomeno noto in ambito scientifico come “mimetismo molecolare”, che si verifica quando particolari antigeni presenti in virus o altri microrganismi mostrano caratteristiche simili a quelle espresse da alcune cellule cancerose.
Il progetto affonda le sue radici nel 2023, quando venne siglato l’accordo tra le istituzioni coinvolte. La fase operativa della ricerca è poi partita nel febbraio 2024. A coordinare le attività è il Laboratorio di Modelli Immunologici Innovativi del Pascale, diretto da Luigi Buonaguro, impegnato da anni nello studio delle interazioni tra sistema immunitario e sviluppo delle neoplasie.
Protagonisti dell’indagine sono gli anziani del territorio del Fortore beneventano, con particolare attenzione agli ultraottantenni e ai centenari che non hanno mai ricevuto una diagnosi di tumore. Una popolazione considerata dagli studiosi un modello biologico di grande interesse, capace di offrire indicazioni preziose sui fattori che favoriscono la longevità e la resistenza alle malattie oncologiche.
L’obiettivo finale è individuare eventuali meccanismi immunitari protettivi che, una volta compresi, potrebbero aprire la strada a nuove strategie di prevenzione e a futuri approcci terapeutici contro il cancro. Un percorso ancora nelle fasi iniziali, ma che punta a trasformare le storie di longevità del Fortore in un patrimonio di conoscenze utile alla medicina del futuro.
(Foto da newportal.istitutotumori.na.it)












