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5 Agosto 2026
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Nato al Policlinico Vanvitelli il primo bambino in Campania con una nuova tecnica per il parto operativo

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Nato al Policlinico Vanvitelli il primo bambino in Campania con una nuova tecnica per il parto operativo

È nato al Policlinico “Luigi Vanvitelli” di Napoli il primo bambino in Campania venuto alla luce con l’ausilio di una nuova tecnica progettata per supportare la fase espulsiva del parto vaginale. Con questa applicazione, avvenuta lo scorso 2 agosto, l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli” diventa il primo centro del Sud Italia selezionato per l’introduzione della nuova tecnica nella pratica clinica.

L’intervento è stato eseguito dalla dottoressa Fabiana Savoia, responsabile del progetto di formazione e introduzione della nuova tecnica presso l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dal professor Luigi Cobellis, sotto la cui guida il reparto si è distinto negli ultimi anni per l’elevata qualità dell’assistenza ostetrica, il contenimento del ricorso al taglio cesareo e la bassa incidenza di complicanze fetali.

La nuova tecnica, già validata e impiegata in numerosi centri di eccellenza europei, è stata finora adottata in Italia solo da un numero limitato di strutture, tra cui l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, il Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma e la Clinica Mangiagalli di Milano. La Campania è dunque la prima regione del Mezzogiorno a utilizzarla.

Come funziona

Nelle fasi finali del travaglio può rendersi necessario un parto operativo per tutelare la sicurezza della madre o del feto, finora eseguito principalmente con la ventosa ostetrica. La nuova tecnica prevede invece una sottile guaina morbida e gonfiabile che avvolge delicatamente la testa del bambino, consentendo al medico di accompagnarne la nascita con una trazione controllata e distribuita in maniera uniforme, anziché concentrata in un solo punto: l’intervento risulta così potenzialmente meno traumatico.

«La nuova tecnica rappresenta uno strumento aggiuntivo nel campo del parto operativo vaginale, che in Italia fino a pochi mesi fa poteva essere eseguito esclusivamente mediante ventosa ostetrica», sottolineano i professionisti del reparto.

Formazione e innovazione

L’introduzione della nuova tecnica è stata preceduta da un percorso formativo rivolto a ginecologi, ostetriche e anestesisti, organizzato dalla dottoressa Savoia e dal professor Luigi Cobellis presso l’AOU “Luigi Vanvitelli”, con esercitazioni pratiche e simulazioni su manichini dedicati sotto la supervisione di personale esperto nell’utilizzo della metodica.

«Il nostro obiettivo è offrire alle nostre pazienti i più elevati standard di assistenza al parto. La nascita di un bambino rappresenta un momento straordinario, spesso unico, per i futuri genitori. Per questo il nostro impegno quotidiano è fare in modo che avvenga nel modo più sicuro, sereno e rispettoso possibile, sia per la mamma sia per il bambino».

L’adozione della nuova tecnica si inserisce nel più ampio percorso di innovazione dell’Azienda, volto a rendere l’assistenza alla nascita sempre più moderna, sicura e basata sulle migliori evidenze scientifiche.

(Foto IlMattino)

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