Il dottor Giuseppe Colangelo, cardiologo dello sport e consigliere regionale della SIC Sport Campania: «Le ondate di calore impongono prudenza. Allenarsi sì, ma con buon senso e consapevolezza»
Le ondate di calore che stanno interessando l’Italia stanno modificando non solo le abitudini quotidiane, ma anche il modo di praticare attività fisica. Temperature superiori ai 35 gradi, associate a un elevato tasso di umidità, rappresentano infatti un fattore di rischio che non deve essere sottovalutato da chi corre, va in bicicletta, pratica sport di squadra o semplicemente sceglie di allenarsi all’aperto.
A spiegare quali siano i rischi e le corrette precauzioni è il dottor Giuseppe Colangelo, cardiologo dello sport e consigliere regionale della SIC Sport Campania, che invita tutti gli sportivi a modificare le proprie abitudini durante i periodi di caldo intenso.
«L’attività fisica resta uno degli strumenti più efficaci per prevenire le malattie cardiovascolari e migliorare la qualità della vita», sottolinea Colangelo. «Tuttavia, quando le condizioni climatiche diventano estreme, è necessario adattare gli allenamenti. Ignorare il caldo significa sottoporre il cuore e tutto l’organismo a uno stress che, in alcuni casi, può diventare molto pericoloso.»
Il cuore lavora di più
Durante l’esercizio fisico il corpo produce una grande quantità di calore. Per mantenere costante la temperatura corporea, il sistema cardiovascolare aumenta la frequenza cardiaca e convoglia una maggiore quantità di sangue verso la pelle, favorendo la dispersione del calore attraverso la sudorazione.
«Quando la temperatura esterna è molto elevata – spiega il cardiologo – questo delicato meccanismo di termoregolazione diventa meno efficiente. Il cuore è costretto a lavorare più intensamente e, contemporaneamente, la perdita di liquidi attraverso il sudore riduce il volume di sangue circolante. È una condizione che può favorire cali di pressione, aritmie, affaticamento cardiaco e, nei casi più gravi, il colpo di calore.»
La disidratazione: un nemico silenzioso
Uno degli errori più frequenti è sottovalutare la disidratazione.
«Molti bevono solo quando avvertono lo stimolo della sete, ma quando compare significa che l’organismo ha già iniziato a perdere una quantità significativa di liquidi», evidenzia Colangelo. «Con il sudore non perdiamo soltanto acqua, ma anche sali minerali fondamentali come sodio, potassio e magnesio, indispensabili per il corretto funzionamento del cuore e dei muscoli.»
Una disidratazione anche moderata può ridurre le prestazioni sportive, aumentare la frequenza cardiaca e compromettere la capacità dell’organismo di disperdere il calore.
Non solo anziani: attenzione anche agli sportivi
Si tende a pensare che i pericoli riguardino esclusivamente le persone anziane o affette da patologie croniche. In realtà non è così.
«Gli anziani, i bambini, gli ipertesi, i diabetici e chi soffre di malattie cardiovascolari sono certamente più vulnerabili», precisa Colangelo. «Ma anche gli atleti giovani e perfettamente allenati possono sviluppare un colpo di calore se affrontano allenamenti intensi nelle ore più calde della giornata. Il fisico allenato non rende invulnerabili alle alte temperature.»
Particolare attenzione deve essere riservata anche a chi assume farmaci come diuretici, beta-bloccanti o antipertensivi, che possono alterare la risposta dell’organismo al caldo.
I segnali da non ignorare
Secondo il cardiologo dello sport è fondamentale riconoscere tempestivamente i sintomi che indicano una sofferenza dell’organismo.
«Capogiri, nausea, cefalea, crampi muscolari, eccessiva stanchezza, tachicardia, confusione mentale o perdita di lucidità sono segnali che impongono l’interruzione immediata dell’attività fisica», afferma. «Se compaiono febbre elevata, alterazione dello stato di coscienza o perdita dei sensi, ci troviamo di fronte a un’emergenza sanitaria che richiede un intervento immediato.»
Le regole per allenarsi in sicurezza
Le raccomandazioni sono semplici ma fondamentali.
«È preferibile svolgere attività fisica nelle prime ore del mattino oppure dopo il tramonto, evitando tassativamente la fascia oraria compresa tra le 11 e le 18. Occorre mantenere una corretta idratazione prima, durante e dopo l’allenamento, scegliere indumenti tecnici leggeri e traspiranti, utilizzare un cappellino quando ci si allena all’aperto e ridurre intensità e durata dell’esercizio nelle giornate caratterizzate da temperature elevate.»
Anche l’alimentazione ha un ruolo importante. «Consumare pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura, aiuta a reintegrare liquidi e sali minerali. È invece opportuno limitare alcolici e bevande zuccherate, che possono favorire la disidratazione.»
Il messaggio agli sportivi
Il dottor Colangelo conclude con un invito alla responsabilità.
«Lo sport è salute, ma solo se praticato con intelligenza. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e rappresentano una nuova sfida anche per la medicina dello sport. Non bisogna rinunciare all’attività fisica, ma imparare ad adattarla alle condizioni ambientali. Ascoltare il proprio corpo, rispettare i segnali di affaticamento e seguire le indicazioni degli specialisti significa proteggere il cuore e continuare a fare sport in sicurezza.»
Un messaggio chiaro che, soprattutto durante questa estate caratterizzata da temperature eccezionali, rappresenta un invito al buon senso: prendersi cura del proprio cuore significa anche sapere quando rallentare.












