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2 Luglio 2026
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Immigrazione clandestina, contratti di lavoro falsi: il collegamento con Salerno

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Immigrazione clandestina, contratti di lavoro falsi: il collegamento con Salerno

Un’organizzazione in grado di favorire l’ingresso irregolare di cittadini stranieri in Italia attraverso contratti di lavoro fittizi e documentazione contraffatta. È quanto hanno ricostruito gli investigatori della Squadra Mobile di Bologna, che nella giornata di ieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo e in concorso tra loro, di aver agevolato l’immigrazione clandestina di decine di cittadini stranieri. L’inchiesta ha fatto emergere anche collegamenti con Salerno.

Le indagini hanno preso avvio dalla denuncia di una cittadina straniera, che si era rivolta a un connazionale per ottenere un prestito di denaro. Il finanziamento sarebbe stato concesso applicando un tasso d’interesse annuo del 60%. Proprio gli approfondimenti investigativi e le intercettazioni telefoniche disposte per fare luce sui presunti episodi di usura ed estorsione hanno consentito agli agenti di scoprire un’attività ben più ampia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il principale indagato, insieme ad altri due connazionali, avrebbe utilizzato un negozio di telefonia situato in via Marconi, a Bologna, come centro operativo per organizzare l’ingresso in Italia di cittadini stranieri sfruttando il sistema del decreto flussi.

L’organizzazione, dietro il pagamento di ingenti somme di denaro, avrebbe garantito sia il passaggio illegale della frontiera, in particolare attraverso i Paesi balcanici, sia un ingresso apparentemente regolare mediante pratiche finalizzate all’ottenimento dei titoli di soggiorno, predisposte con documentazione totalmente o parzialmente falsa.

Per ciascun cittadino straniero, i tre principali indagati – tutti destinatari della custodia cautelare in carcere – avrebbero incassato diverse decine di migliaia di euro.

L’inchiesta ha inoltre evidenziato contatti con un presunto “boss di Salerno”, al momento ancora non identificato, che, secondo gli investigatori, si sarebbe occupato di predisporre contratti di lavoro fittizi destinati ai lavoratori segnalati dagli arrestati.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati identificati anche altri due cittadini stranieri, ritenuti incaricati di procacciare nuovi clienti. Per loro è stata disposta la misura del divieto di esercitare attività d’impresa o di ricoprire incarichi direttivi in società che impiegano lavoratori extracomunitari.

Tra gli otto indagati figurano infine anche due cittadini italiani e un’altra cittadina straniera, sottoposti agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa avrebbero collaborato con il gruppo favorendo l’ingresso clandestino di numerosi lavoratori attraverso la presentazione di richieste di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione, basate su rapporti di lavoro inesistenti riconducibili a società di cui erano soci, amministratori o titolari di quote.

Gli investigatori ritengono che il sistema, ormai collaudato e particolarmente redditizio, abbia consentito negli ultimi anni l’ingresso in Italia di numerosi cittadini stranieri mediante procedure solo formalmente regolari.

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