Una forte contaminazione di origine fecale e cariche batteriche che, in alcuni casi, risultano fino a dieci volte superiori rispetto ai precedenti prelievi. È il quadro emerso dalle analisi effettuate dall’Arpac sulla sabbia di Universo Beach, l’arenile di Torrione che, pur essendo formalmente interdetto perché area di cantiere, continua a essere frequentato dai bagnanti.
A rendere noti i risultati è l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, che sollecita interventi a tutela della salute pubblica e misure in grado di impedire concretamente l’accesso alla spiaggia.
«Le analisi eseguite dall’Arpac su richiesta del Comune di Salerno e della Procura della Repubblica – spiega Pecoraro – hanno rilevato cariche batteriche fino a dieci volte superiori agli ultimi prelievi effettuati l’11 agosto del 2025 sulla sabbia di Universo Beach. I dati sono stati trasmessi al Comune di Salerno, all’Asl e alla Guardia di Finanza per tutte quante le determinazioni conseguenti».
Secondo l’assessora «sarà necessario in questo momento mettere in sicurezza da un punto di vista di salute pubblica la spiaggia che risulta inibita, di fatto, all’accesso del pubblico ma fruita ugualmente dalla popolazione».
Il prelievo e i risultati delle analisi
Il campione di sabbia è stato raccolto il 30 giugno, mentre i risultati delle analisi sono datati 10 luglio. I valori evidenziano una situazione critica sotto il profilo igienico-sanitario.
Per ogni grammo di materiale inerte analizzato sono stati riscontrati oltre 14mila Mpn di Escherichia coli, considerato uno dei principali indicatori di contaminazione fecale recente di origine umana o animale. Elevata anche la presenza di enterococchi, con un valore di 884 Mpn, che confermerebbe la natura fecale della contaminazione.
Le analisi hanno inoltre rilevato 83 Ufc/g s.s. di spore di clostridi solfito-riduttori. Pur in assenza di una lettura ufficiale dei dati, questo elemento potrebbe indicare una contaminazione pregressa o sedimentata.
Nel campione sono stati individuati anche miceti, pari a 608 Ufc/g s.s., e stafilococchi in concentrazioni più contenute, con 12 Ufc/g s.s. Non è stata invece rilevata la presenza di patogeni severi come la salmonella.
I possibili rischi per i bagnanti
Le principali modalità di esposizione indicate riguardano l’ingestione accidentale della sabbia, un rischio soprattutto per i bambini, il contatto con le mucose e quello con zone della pelle prive della naturale barriera cutanea a causa di piccole ferite o escoriazioni.
Tra le possibili conseguenze vengono indicati disturbi gastrointestinali e infezioni oftalmiche, otologiche o cutanee.
«La Regione Campania – afferma Pecoraro – ha fatto il suo pezzo, quello che emerge è un dato importante sotto il profilo della carica batterica. Per quanto si possano attivare delle prescrizioni di fare subito la doccia, cambiare il costume e evitare di mettersi con l’asciugamano bagnato sulla spiaggia, forse bisognerebbe inibirne l’accesso all’arenile adottando ogni misura prevista dall’ordinamento per assicurare la protezione della cittadinanza».
Spiaggia già interdetta, ma ancora frequentata
Universo Beach risulta tecnicamente già chiusa perché inserita in un’area di cantiere. Il divieto, legato finora a ragioni di sicurezza, non ha però impedito a numerosi cittadini e bagnanti di continuare a utilizzare l’arenile.
Al momento non sembrerebbero all’ordine del giorno né un servizio di vigilanza specifico per scoraggiare gli accessi né una recinzione capace di rendere materialmente inaccessibile la spiaggia.
Sul caso emerge anche il coinvolgimento della Procura della Repubblica. Le analisi sulla sabbia, che sarebbero dovute rimanere secretate, sono infatti arrivate anche negli uffici di via Dalmazia. I risultati sono stati trasmessi inoltre al Comune di Salerno, all’Asl e alla Guardia di Finanza per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza.












