Il Consiglio comunale di Capaccio Paestum ha registrato otto voti favorevoli e otto contrari su tutti i punti, inclusi assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri 2026, ai sensi degli artt. 175, comma 8, e 193 del D.lgs 267/2000. Il termine era il 31 luglio, con l’ente sotto la Corte dei Conti e un piano pluriennale di riequilibrio in corso.
Lo stallo è seguito all’assenza non giustificata e senza preavviso di Adele Renna, consigliera di maggioranza considerata fedelissima del sindaco Gaetano Paolino. Dopo la frattura con i “dissidenti”, il primo cittadino non ha più i voti per governare. La seduta è iniziata dieci minuti dopo, tra stupore e riunioni della maggioranza.
Si apre la procedura degli artt. 193 e 141 TUEL: il prefetto diffiderà l’assise ad approvare gli atti entro 20 giorni. In caso contrario, nominerà un commissario ad acta e avvierà lo scioglimento.
L’ente resta sotto la lente di Viminale e Prefettura di Salerno e sottoposto a prescrizioni contro il rischio di scioglimento per infiltrazioni malavitose. Sul PUC, dopo le missive della rup Roberta Scovotto e dell’ingegnere Renato Carrozza, Paolino ha annunciato un «subprocedimento valutativo» su eventuali sostituzioni nell’Ufficio di Piano per possibili conflitti d’interesse. Le posizioni saranno valutate con il Consiglio; il sindaco considera anche una proroga delle osservazioni, chiesta da 20 tecnici locali per agosto.












