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5 Agosto 2026
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Post ritenuto diffamatorio, la polizia locale di Capaccio Paestum denuncia un cittadino

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Post ritenuto diffamatorio, la polizia locale di Capaccio Paestum denuncia un cittadino

Il Comando della Polizia Locale di Capaccio Paestum ha reso noto di aver trasmesso alla Procura della Repubblica una comunicazione di notizia di reato nei confronti di un residente del territorio comunale, nell’ambito di un’indagine per presunta diffamazione aggravata a mezzo social network.

Secondo quanto riferito, il procedimento ha avuto origine da una denuncia-querela presentata dal comandante della Polizia Locale, Antonio Rinaldi, in relazione a un post pubblicato su Facebook ritenuto lesivo dell’onore e della reputazione del Corpo e dei suoi appartenenti.

Gli agenti hanno avviato gli accertamenti di polizia giudiziaria, acquisendo la documentazione informatica ritenuta utile alle indagini e procedendo all’identificazione del presunto autore del post attraverso verifiche tecniche e anagrafiche. Successivamente, il contenuto pubblicato sui social sarebbe stato rimosso dall’utente.

Il Comando precisa che la cancellazione del post non incide sugli accertamenti già svolti e che tutta la documentazione raccolta è stata trasmessa all’Autorità giudiziaria, cui spetterà valutare la vicenda e assumere le determinazioni di competenza.

Nel comunicato viene inoltre ribadito che il diritto di critica e la libertà di manifestazione del pensiero, garantiti dall’articolo 21 della Costituzione, devono essere esercitati nel rispetto dei limiti previsti dalla legge e senza ledere la reputazione delle persone o delle istituzioni.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino: «L’Amministrazione Comunale esprime il più fermo e incondizionato sostegno a tutte le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Locale, quotidianamente impegnati in prima linea per garantire la sicurezza, il decoro e la legalità sul nostro territorio.  È necessario ribadire con estrema chiarezza che i canali social non possono e non devono essere considerati zone franche o piazze virtuali dove dare sfogo a insulti, contumelie e gratuite diffamazioni. Il diritto di critica, anche la più aspra, è un pilastro fondamentale della nostra democrazia ed è pienamente garantito dalla Costituzione, ma trova il suo limite invalicabile nel rispetto della dignità delle persone e dell’onorabilità delle Istituzioni. Quando si travalica il confine della continenza verbale per scadere nell’offesa sistematica e nel fango mediatico, si configura un danno che colpisce non solo i singoli operatori in divisa, ma l’intera comunità che essi rappresentano. La tempestiva ed efficace attività d’indagine condotta dal Comando dimostra che l’impunità in rete non esiste e che ogni condotta illecita viene puntualmente tracciata e perseguita. Continueremo a tutelare in ogni sede opportuna l’immagine del nostro Comune e il prestigio delle sue articolazioni operative, respingendo fermamente qualsiasi tentativo di delegittimazione del lavoro svolto al servizio dei cittadini».

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