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20 Agosto 2026
20 Agosto 2026

In Campania allevamento di molluschi in crisi per le alte temperature: l’allarme dei produttori

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In Campania allevamento di molluschi in crisi per le alte temperature: l’allarme dei produttori

Il caldo record dell’estate e l’aumento della temperatura delle acque marine stanno mettendo sotto pressione gli allevamenti di molluschi, con conseguenze particolarmente pesanti per il comparto della mitilicoltura in Campania. A lanciare l’allarme sono Unci AgroAlimentare e l’Organizzazione di Produttori “Mytilus Campaniae”, che segnalano una significativa moria di mitili negli allevamenti.

Secondo quanto riferito dalle due realtà di settore, le temperature del mare avrebbero registrato un aumento medio di circa 3,5 gradi centigradi rispetto ai valori stagionali, con ricadute sulla produzione. «I cambiamenti climatici e il surriscaldamento delle acque marine stanno determinando ricadute estremamente negative per il settore della mitilicoltura», sottolineano Unci AgroAlimentare e Mytilus Campaniae.

La situazione si inserisce in un quadro già difficile per i produttori di molluschi. Le organizzazioni ricordano infatti le difficoltà registrate durante il periodo pasquale, quando alcuni circoscritti focolai sanitari segnalati in allevamenti non controllati avevano provocato ripercussioni sull’intero mercato dei molluschi e, più in generale, anche su quello del pesce.

«Una inadeguata gestione iniziale della questione e il panico che si è generato tra i consumatori», sostengono Unci AgroAlimentare e Mytilus Campaniae, avrebbero contribuito ad amplificare le conseguenze economiche per il settore.

Ora, secondo l’associazione e l’Organizzazione di produttori, gli operatori devono fare i conti con una nuova emergenza, questa volta legata alle condizioni climatiche. Il forte innalzamento delle temperature marine avrebbe infatti determinato una moria di mitili, aggravando la situazione degli allevamenti campani e di altri territori interessati dal fenomeno.

Per i produttori si tratta di un ulteriore colpo a un comparto già particolarmente esposto. «Un duro colpo per gli allevamenti della Campania, ma anche di altri territori, che rischia di mettere in ginocchio un comparto già molto esposto», evidenziano le due organizzazioni.

Particolarmente critica, secondo l’allarme lanciato, sarebbe la situazione dei cozzecari, produttori che rappresentano una delle filiere tradizionali della molluschicoltura italiana. «Sono ormai al limite delle risorse», affermano Unci AgroAlimentare e Mytilus Campaniae.

Il timore espresso dai produttori riguarda anche i prossimi mesi e, in particolare, la possibilità che le conseguenze della moria si riflettano sulla disponibilità di prodotto durante le festività di fine anno. «Di questo passo, dopo la crisi di Pasqua, si prospetta anche un Natale senza cozze, con imprese e lavoratori in seria difficoltà», concludono le due realtà del settore.

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