Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene sull’aumento dei prezzi dei carburanti e sulle possibili conseguenze per il personale scolastico che lavora lontano dalla propria residenza.
In particolare, il Coordinamento richiama l’attenzione sulla situazione di docenti e lavoratori ATA fuorisede, pendolari, precari o assegnati a sedi distanti dalla propria abitazione. Secondo il CNDDU, per questi lavoratori le spese di carburante possono rappresentare un costo necessario per raggiungere il luogo di lavoro, soprattutto nelle aree interne, montane, periferiche e meno servite dal trasporto pubblico.
Nel comunicato, il Coordinamento sostiene che l’aumento dei costi di trasporto possa incidere sul reddito disponibile dei lavoratori, riducendo in termini reali il beneficio degli eventuali aumenti retributivi. La questione, secondo il CNDDU, assume particolare rilievo per il personale che deve sostenere anche altre spese legate alla permanenza fuori sede, come affitti, utenze, pedaggi e rientri periodici.
Il Coordinamento parla di un «cuneo di mobilità territoriale», riferendosi alla differenza nei costi sostenuti da lavoratori con lo stesso trattamento economico ma assegnati a sedi con diversa distanza dalla propria residenza.
Il CNDDU collega inoltre l’aumento dei costi di mobilità alle difficoltà che possono riguardare le sedi scolastiche più periferiche. Secondo l’organizzazione, una maggiore spesa per raggiungere il posto di lavoro potrebbe incidere sulla disponibilità ad accettare o mantenere incarichi distanti dalla propria residenza e, di conseguenza, sulle difficoltà di reclutamento in alcune aree.
Tra le proposte avanzate dal Coordinamento c’è l’introduzione di una compensazione specifica per la mobilità professionale del personale scolastico, con particolare attenzione ai lavoratori fuorisede. La misura dovrebbe, nelle intenzioni del CNDDU, considerare la distanza dalla residenza, la frequenza degli spostamenti, la disponibilità del trasporto pubblico e il peso dei costi di mobilità sul reddito.
Il Coordinamento propone inoltre un meccanismo di compensazione collegato all’andamento dei prezzi dell’energia, in modo da adeguare il sostegno nelle fasi di maggiore aumento dei costi. Un’altra ipotesi riguarda il possibile riconoscimento fiscale di una parte documentata delle spese di mobilità sostenute dal personale che lavora lontano dalla propria residenza, in particolare nei casi in cui non siano disponibili alternative di trasporto pubblico.
Il CNDDU chiede quindi al Governo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alle Regioni l’apertura di un confronto sulla questione, con l’obiettivo di individuare, secondo il Coordinamento, una soluzione strutturale e sostenibile.
La richiesta viene motivata dal CNDDU con la necessità di tenere conto dei costi legati alla mobilità del personale nella definizione delle politiche salariali e scolastiche, soprattutto per garantire la presenza dei lavoratori nelle sedi più distanti e periferiche.












