Sembrano piccoli vasetti, quasi oggetti in miniatura, ma raccontano uno degli aspetti più suggestivi della storia delle Grotte di Pertosa-Auletta: gli antichi culti legati all’acqua e alla dimensione sacra della cavità.
I piccoli recipienti furono rinvenuti durante le campagne di scavo condotte all’ingresso delle Grotte tra il 1897 e il 1907. Le loro dimensioni ridotte fanno ritenere che non fossero destinati all’uso quotidiano, ma avessero una funzione simbolica e rituale.
Gli oggetti sarebbero stati offerti alle acque della grotta, in un gesto attraverso il quale gli antichi cercavano probabilmente protezione, benefici o risposte dalle divinità. La presenza di un fiume sotterraneo, il buio e la profondità della montagna dovevano contribuire a rendere la cavità un luogo particolarmente suggestivo e adatto alla dimensione religiosa.
Le ricerche archeologiche hanno documentato una frequentazione cultuale delle Grotte in epoca storica, tra il IV secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, probabilmente collegata alle divinità venerate nella cavità e alle acque sotterranee.
Resta impossibile stabilire con certezza che cosa venisse chiesto attraverso quelle offerte: salute, fertilità, protezione o fortuna. Il gesto rituale, però, è rimasto nella memoria archeologica del sito.
I piccoli recipienti, insieme agli altri reperti provenienti dalle campagne di scavo, sono oggi visibili al Museo Speleo-Archeologico di Pertosa. L’ingresso è compreso nei biglietti Grotte Plus e Grotte Premium.












