Le ceneri di Varenne sono tornate nel luogo che aveva accolto il «Capitano» nell’ultima fase della sua vita. Sono state consegnate ieri all’allevamento LJ di Eboli, dove il leggendario trottatore aveva trascorso gli ultimi diciassette mesi e dove resterà per sempre. Proprio all’interno della struttura scelta per la sua pensione saranno interrate le ceneri e sorgerà un memoriale dedicato a uno dei cavalli più celebri della storia dell’ippica.
L’iniziativa punta a trasformare l’allevamento in un luogo della memoria per gli appassionati che hanno seguito le imprese di Varenne e per quanti, soprattutto nell’ultimo anno, avevano avuto modo di sentirlo parte integrante del territorio ebolitano.
Il progetto per il memoriale di Varenne
«Da subito ci attiveremo per contattare scultori ed artisti vari così da progettare e realizzare un memoriale degno di questo campione e del suo meraviglioso proprietario», ha annunciato Dario De Angelis, proprietario dell’allevamento LJ e amico di Enzo Giordano.
De Angelis, attraverso i social, ha inoltre ringraziato Barbara, Daniele e Rebecca Giordano, eredi di Enzo, per aver rispettato la volontà del proprietario del Capitano. Era stato proprio Giordano a scegliere, nel 2025, di trasferire Varenne nell’allevamento di Eboli, una decisione che aveva suscitato entusiasmo tra gli appassionati e i cittadini.
Mentre prende forma il progetto del memoriale, sui social è emersa anche un’altra proposta dal forte valore simbolico: lasciare per sempre inutilizzato il box che aveva ospitato Varenne.
L’idea è quella di non assegnarlo più ad alcun cavallo, trasformandolo in una sorta di «numero 10» dell’ippica. Il paragone richiamato dagli appassionati è quello con la maglia di Diego Armando Maradona ritirata dal Napoli: un luogo che non avrebbe più soltanto una funzione pratica, ma diventerebbe parte del ricordo del campione.
Il legame tra il Capitano e Napoli
Varenne era nato nel 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, ma nel corso della sua carriera aveva costruito un rapporto particolare con Napoli. Napoletano era Enzo Giordano, l’uomo che aveva creduto nel cavallo prima che diventasse una leggenda internazionale del trotto.
A consolidare questo rapporto furono soprattutto le imprese sportive all’ippodromo di Agnano, dove Varenne conquistò per tre volte consecutive il Gran Premio Lotteria, imponendosi nelle edizioni del 2000, 2001 e 2002.
Risultati che contribuirono a rendere il Capitano un fenomeno capace di superare i confini dell’ippica. Il suo nome divenne familiare anche a chi non frequentava gli ippodromi e non seguiva abitualmente le corse al trotto.
Ora la storia di Varenne trova il suo ultimo approdo a Eboli. Nell’allevamento LJ, dove aveva trascorso gli ultimi diciassette mesi, le sue ceneri saranno custodite e il futuro memoriale proverà a conservare il ricordo di un cavallo diventato, ben oltre i risultati ottenuti in pista, una vera icona dello sport italiano.












