Un tempo l’acqua non era soltanto una risorsa naturale. Era energia, lavoro, economia. Lungo fiumi, torrenti e sorgenti del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sorsero numerosi mulini destinati soprattutto alla macinazione del grano. Molti oggi sono ruderi o testimonianze documentarie; altri, invece, sono ancora presenti e possono essere raggiunti e visitati. Uno dei più suggestivi è il mulino ad acqua dell’Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati. Si trova lungo il percorso che dal centro storico scende verso la grotta dove il Bussento, dopo il suo viaggio sotterraneo, torna in superficie. Un percorso di circa un chilometro, nel quale si incontrano sorgenti, cascate, l’antico mulino e la risorgenza del fiume. È uno dei luoghi nei quali il manufatto storico è ancora strettamente legato al paesaggio naturale.
A Casaletto Spartano, nell’area naturalistica dei Capelli di Venere, si trova un altro mulino particolarmente importante. L’edificio fu realizzato tra il 1906 e il 1910 e conserva la turbina originaria del 1910. Il macchinario del mulino è stato ricostruito nel 2022. Oggi è inserito nel percorso di visita dell’area. Nel Vallo di Diano, una tappa da non perdere è il Parco dei Mulini di San Pietro al Tanagro. L’area si trova a pochi passi dal centro storico e si estende per circa dieci ettari lungo il torrente Setone. Qui sono presenti due antichi mulini ad acqua, la cui realizzazione viene fatta risalire tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Uno dei due è stato restaurato e il Comune precisa che i mulini sono tuttora visitabili. Il parco è aperto 24 ore su 24. Nel luglio 2026, inoltre, durante “Le Notti dei Mulini”, sono state organizzate visite guidate proprio all’interno degli antichi opifici.
A Stio il viaggio prosegue nella suggestiva Valle dei Mulini, lungo il torrente Gaudo. La zona è caratterizzata dalla presenza di antichi mulini ad acqua e permette di leggere il rapporto tra attività umane, boschi e corsi d’acqua. Anche a Felitto, lungo il percorso delle Gole del Calore, la presenza di un antico mulino è parte della storia del fiume. Negli Alburni, a Petina, è possibile raggiungere un antico mulino ad acqua situato più a valle dell’abitato e immerso nella natura. La struttura, già esistente all’inizio del Novecento, è di proprietà privata e conserva all’esterno una caratteristica serie di archi che delimita una terrazza. Infine, a Castel San Lorenzo, lungo il corso del Calore, si trova il Mulino del Principe, simbolo di archeologia contadina tra le più interessanti del territorio. La struttura conserva la memoria dei due palmenti utilizzati per la macinazione e della successiva trasformazione dell’impianto in centrale elettrica. Sono luoghi diversi, ma uniti dalla stessa storia. Quelli rimasti raccontano un mondo scomparso. Ma, finché saranno visitabili, quella storia continuerà a vivere.












