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3 Settembre 2026
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Nonni e mantenimento dei nipoti: quando scatta davvero l’obbligo

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Nonni e mantenimento dei nipoti: quando scatta davvero l’obbligo

Non è vero che, se un genitore non paga il mantenimento dei figli, automaticamente il conto passa ai nonni. La giurisprudenza della Cassazione, di cui vi faremo cenno, ha chiarito più volte che l’obbligo degli ascendenti esiste, ma ha natura sussidiaria e non sostitutiva rispetto a quello dei genitori.

Il riferimento normativo è l’articolo 316-bis del Codice civile, secondo cui, quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, devono fornire loro i mezzi necessari per adempiere ai doveri verso i figli. Un principio già affermato dalla Cassazione con la sentenza n. 20509 del 30 settembre 2010, la quale stabilisce che il mantenimento dei figli grava innanzitutto e integralmente sui genitori. Pertanto, se uno dei due non adempie, l’altro deve, nell’interesse del figlio, fare fronte alle necessità del minore con le proprie risorse, potendo poi agire contro il genitore inadempiente. Non è invece possibile rivolgersi ai nonni se il genitore che mantiene il bambino dispone di risorse sufficienti.
Il principio è stato ribadito con particolare chiarezza anche dall’ordinanza n. 13345 del 16 maggio 2023.
In quel caso il padre era irreperibile e da anni non versava l’assegno stabilito dal giudice; la madre, tuttavia, disponeva soltanto di un reddito di circa 612 euro mensili e non era in grado di sostenere da sola le esigenze della figlia.

La Cassazione ha quindi ritenuto legittimo il contributo imposto ai nonni, considerata anche la loro situazione patrimoniale e reddituale. La Suprema Corte ha precisato che non si tratta di una “surroga” del genitore inadempiente: l’intervento degli ascendenti diventa necessario quando, complessivamente, le esigenze dei minori non possono essere soddisfatte dai genitori. L’obbligo riguarda inoltre gli ascendenti di pari grado di entrambi i genitori, in proporzione alle rispettive condizioni economiche.

Nella stessa direzione si colloca l’ordinanza n. 28446 del 12 ottobre 2023. La Cassazione ha sottolineato che il giudice deve verificare concretamente le condizioni economiche di entrambi i genitori e accertare che l’insufficienza delle risorse non sia semplicemente conseguenza della volontà di uno di essi di sottrarsi ai propri obblighi.

La regola, dunque, è chiara: prima vengono i genitori, soltanto quando questi non sono concretamente in grado di garantire il mantenimento possono essere chiamati in causa i nonni. Non basta l’inadempimento volontario di un padre o di una madre: occorre che, nonostante le risorse e la capacità contributiva dell’altro genitore, il minore rimanga privo di quanto necessario per il suo mantenimento.
È una tutela estrema, pensata per evitare che l’incapacità economica dei genitori ricada sui figli.

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