Dal controllo dell’animale alle possibili responsabilità: cosa prevede la normativa
Chi è responsabile se un cane aggredisce una persona? Il proprietario, o chi ha in custodia l’animale, non può considerarsi estraneo alle conseguenze di un’aggressione. La normativa italiana pone infatti a suo carico precisi doveri di controllo e di gestione dell’animale, mentre le eventuali responsabilità civili e penali devono essere valutate in relazione alle concrete circostanze del caso.
Il principio di fondo è quello della responsabilità del proprietario e del detentore per il controllo dell’animale. Le disposizioni sulla tutela dall’aggressione dei cani richiamano infatti la necessità che chi detiene un cane ne conosca le caratteristiche e ne garantisca la gestione in condizioni di sicurezza.
Questo significa che il proprietario non deve soltanto occuparsi del benessere dell’animale, ma deve anche adottare tutte le cautele necessarie per evitare che il cane possa creare situazioni di pericolo per altre persone o animali.
Sul piano civile, la responsabilità può derivare dai danni provocati dall’animale. La valutazione riguarda il rapporto tra l’animale, il suo proprietario o detentore e il danno prodotto, tenendo conto delle circostanze concrete dell’accaduto e delle eventuali cause che possono incidere sulla responsabilità.
Diverso è il profilo penale. Un’aggressione può assumere rilevanza penale quando il comportamento del proprietario o del detentore integri gli estremi di un reato. Non basta, quindi, che un cane abbia provocato un danno per stabilire automaticamente una responsabilità penale: occorre accertare la condotta della persona e il rapporto con l’evento verificatosi.
Particolare attenzione viene riservata alla prevenzione delle aggressioni. Le disposizioni ministeriali prevedono obblighi e indicazioni rivolti ai proprietari e ai detentori, proprio con l’obiettivo di ridurre il rischio che la gestione dell’animale possa mettere in pericolo l’incolumità pubblica. L’ordinanza ministeriale del 6 agosto 2013 sulla tutela dall’aggressione dei cani è stata inoltre ulteriormente prorogata nel 2025.
Il proprietario deve quindi conoscere il proprio cane, adottare misure adeguate alla sua gestione e impedire situazioni nelle quali l’animale possa aggredire o causare danni. Il dovere di controllo assume particolare importanza quando emergano elementi che rendano prevedibile un comportamento aggressivo.
Anche chi viene aggredito, tuttavia, ha diritto a far accertare le proprie ragioni. In caso di lesioni o altri danni, possono essere richiesti i necessari risarcimenti e possono essere avviati gli accertamenti per verificare eventuali responsabilità. La ricostruzione dell’accaduto deve tenere conto delle modalità dell’aggressione, della condotta del proprietario o detentore e di ogni altro elemento rilevante.
Il quadro normativo è stato inoltre interessato da recenti interventi in materia di tutela degli animali. La legge 6 giugno 2025, n. 82 ha modificato il titolo IX-bis del codice penale, sostituendone la rubrica con quella di “Dei delitti contro gli animali”.
Per chi vive con un cane, dunque, il principio da ricordare è semplice: avere un animale comporta anche una responsabilità nella sua gestione e nel suo controllo. In caso di aggressione, non è sufficiente chiedersi soltanto cosa abbia fatto il cane: occorre verificare anche quali precauzioni siano state adottate da chi lo aveva in custodia e se siano stati rispettati gli obblighi previsti dalla normativa.












