Monika, Bodil, Victor, Ann, Justin, Mariami, Michal e Markus. Sono i sette giovani volontari internazionali arrivati a luglio a Morigerati da Polonia, Paesi Bassi, Spagna, Sri Lanka, Georgia, Repubblica Ceca e Germania. A loro si sono aggiunti due giovani volontari di Morigerati, coinvolti nel progetto con l’obiettivo di favorire l’integrazione e lo scambio con il gruppo internazionale, portando così a nove il numero complessivo dei partecipanti, in rappresentanza di otto Paesi, compresa l’Italia. Per due mesi hanno vissuto nel borgo del Cilento partecipando alle attività turistiche, culturali e di animazione della comunità. Si è concluso così il secondo progetto del Morigerati Rural Lab, iniziativa del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC) organizzata da Acarbio – Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera, con sede a Tramonti, in Costiera Amalfitana, in collaborazione con il Comune di Morigerati.
I volontari hanno supportato le attività dell’Oasi Wwf Grotte del Bussento e di Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo, il percorso e progetto di esposizione multimediale allestito nell’Antico Frantoio che raccoglie e racconta le storie di vita degli abitanti e il paesaggio culturale e ambientale del territorio.
Durante la loro permanenza hanno accolto i visitatori, aggiornato le informazioni turistiche, tradotto materiali in diverse lingue e collaborato alla realizzazione di laboratori per bambini. Hanno inoltre avviato corsi di inglese per i ragazzi del paese e seguito lezioni di italiano insieme alle volontarie del Servizio Civile.
Il progetto, sottolineano da Acarbio, punta a trasformare la presenza dei volontari in un’esperienza concreta di partecipazione alla vita del territorio. I giovani non si limitano infatti a svolgere attività per il borgo, ma vivono la comunità, incontrano gli abitanti e contribuiscono alle iniziative locali.
A coordinare il gruppo è stata Angelika Bartholomäi, esperta in innovazione sociale, progettazione internazionale e turismo sostenibile. La formazione si è sviluppata attraverso l’educazione non formale e il metodo del learning by doing, con l’obiettivo di acquisire sul campo competenze legate alla gestione del turismo sostenibile e al lavoro di squadra.


Il Morigerati Rural Lab nasce, secondo Acarbio, dalla necessità di affrontare una delle criticità che accomunano molti piccoli centri del Sud Italia: l’emigrazione di giovani e famiglie in cerca di opportunità di lavoro. L’obiettivo è sostenere un modello di turismo sostenibile e comunitario come possibile fonte di reddito e nuove opportunità per i giovani, valorizzando natura, cultura e tradizioni locali. «Il Morigerati Rural Lab non è un’esperienza inventata a tavolino, ma la risposta concreta a un problema reale», evidenzia Acarbio, spiegando che il progetto punta a rafforzare le capacità locali e a costruire esperienze autentiche per i visitatori.
Conclusa l’esperienza del secondo gruppo, il progetto prosegue: a breve è previsto l’arrivo a Morigerati di un terzo gruppo di volontari del Corpo Europeo di Solidarietà, che continuerà le attività avviate nel borgo e si dedicherà alla raccolta delle olive con gli abitanti del paese.












