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9 Settembre 2026
9 Settembre 2026

Ruggi, emergenza sangue dopo la chiusura dell’ospedale di Battipaglia

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Ruggi, emergenza sangue dopo la chiusura dell’ospedale di Battipaglia

La chiusura dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia ha avuto ripercussioni dirette sull’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dove nelle ultime settimane si è registrata una grave carenza di sangue. A confermare il collegamento tra le due situazioni è il direttore generale Nicola Cantone, che ha evidenziato l’aumento degli accessi e delle urgenze provenienti dalla zona sud della provincia.

«La chiusura dell’ospedale di Battipaglia ha inciso in maniera determinante – ha spiegato Cantone – perché ci siamo caricati tutti i pazienti che vengono da sud. I reparti hanno letteralmente esaurito le riserve a causa del superlavoro e delle urgenze concentrate».

L’aumento della pressione sul pronto soccorso e sui reparti del Ruggi ha quindi contribuito a ridurre sensibilmente le scorte disponibili, rendendo necessari nuovi appelli alla donazione.

Raccolta sangue in piazza Amendola a Salerno

Per contribuire a fronteggiare l’emergenza, il Comune di Salerno ha organizzato per venerdì una raccolta straordinaria di sangue in piazza Amendola, in collaborazione con l’azienda ospedaliera.

«Si tratta di un’iniziativa condivisa con l’azienda ospedaliera – ha sottolineato l’assessore comunale Paky Memoli –. L’appuntamento rappresenta non solo un gesto di grande umanità nei confronti di chi ha bisogno di interventi chirurgici, ma soprattutto un autentico discorso di civiltà, di straordinaria valenza sia umana che sanitaria».

Resta contemporaneamente aperta la questione relativa al futuro dell’ospedale di Battipaglia. La comunità attende risposte sulla riapertura del Santa Maria della Speranza, mentre è stato convocato un consiglio comunale straordinario e monotematico dedicato alla situazione del presidio.

All’interno dell’ospedale risultano ancora lavori in corso. Le rilevazioni tecniche effettuate nelle scorse settimane non avrebbero evidenziato problematiche strutturali considerate allarmanti, ma dai vertici dell’Asl non è ancora arrivata una data certa per la piena riattivazione dei servizi.

Cava de’ Tirreni, il nodo della carenza di personale

Le difficoltà della sanità salernitana riguardano anche l’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. Sul futuro del presidio si è svolto un vertice istituzionale con il sindaco Raffaele Giordano, la deputata di Fratelli d’Italia Imma Vietri, il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Giuseppe Fabbricatore e il direttore generale Nicola Cantone.

Al centro del confronto c’è soprattutto la carenza di personale, con particolare attenzione a reparti come Ortopedia, dove recenti pensionamenti hanno determinato ulteriori vuoti nell’organico.

In attesa del completamento delle procedure concorsuali, l’azienda punta a garantire rinforzi provenienti dal Ruggi di Salerno. Parallelamente proseguono le procedure per l’assunzione di chirurghi toracici, medici di medicina nucleare, tecnici di radiologia e radiologi.

Cantone ha evidenziato il lavoro degli uffici per accelerare i bandi e le selezioni, ricordando anche il ricorso a convenzioni con altre aziende sanitarie campane, tra cui il San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta. Una strategia che punta a tamponare nell’immediato le carenze, mentre resta aperto il problema più generale degli organici e della tenuta dei principali presidi ospedalieri della provincia.

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