È morta Emma Bonino, storica esponente del Partito Radicale e protagonista di alcune delle principali battaglie per i diritti civili in Italia e nel mondo. La notizia arriva mentre nelle ultime ore le sue condizioni di salute erano considerate delicate.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino ha attraversato oltre cinque decenni della vita politica italiana, ricoprendo incarichi in Parlamento, al Parlamento europeo e nel Governo. È stata commissaria europea, vicepresidente del Senato e ministro degli Esteri nel governo Letta.
La sua storia politica è legata soprattutto alle battaglie per i diritti civili. Negli anni Settanta fu tra le protagoniste della campagna per la legalizzazione dell’aborto e, nel corso della sua lunga attività, si impegnò per i diritti delle donne, contro la pena di morte e per la tutela dei diritti umani.
Sul piano internazionale partecipò inoltre alle iniziative per la nascita della Corte penale internazionale e alle campagne contro le mutilazioni genitali femminili. Nel 1997, come commissaria europea, fu tra i protagonisti della firma della Convenzione di Ottawa contro le mine antipersona.
Una vita politica spesso condotta fuori dagli schieramenti tradizionali, con battaglie che l’hanno portata anche a scontrarsi con una parte del mondo politico, ma che le hanno riconosciuto nel tempo un ruolo centrale nella storia dei diritti civili italiani.
Con Marco Pannella condivise una lunga stagione del radicalismo italiano, fatta di referendum, iniziative nonviolente e campagne politiche. Negli ultimi anni è stata tra i principali volti di +Europa.
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