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10 Settembre 2026
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Processo Santa Marina, in aula il confronto sulla qualificazione urbanistica

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Processo Santa Marina, in aula il confronto sulla qualificazione urbanistica

Nuovi dettagli tecnici emergono dal processo penale a carico dell’ex sindaco di Santa Marina, l’ingegnere Giovanni Fortunato, e di altri imputati, relativo al rilascio del permesso di costruire per la società Forever Dreamers nell’area Torre Oliva-Crocefisso-Spineto.

Durante l’ultima udienza dibattimentale, l’attenzione in aula si è concentrata sulla qualificazione urbanistica del territorio e sulle procedure amministrative attuate dall’ente locale negli ultimi decenni.

Lo scontro tecnico su lottizzazione e urbanizzazione

Al centro del dibattito giudiziario vi è la natura dell’atto autorizzativo. L’ingegnere Vincenzo Rago, consulente tecnico della Procura, ha sostenuto che l’intervento richiedesse una convenzione di lottizzazione anziché il permesso di costruire diretto. Secondo il perito dell’accusa, l’area non poteva essere considerata pienamente urbanizzata, escludendo così le deroghe previste dal regolamento edilizio comunale del 1999.

La difesa ha replicato evidenziando la presenza storica di infrastrutture primarie nel comparto: rete idrica, fognatura, illuminazione pubblica, elettricità, metano, fibra ottica e viabilità. La presenza di tali opere, confermata dallo stesso consulente della Procura, dimostrerebbe la preesistente urbanizzazione della zona, condizione che per le norme statali e regionali consente il rilascio del permesso diretto anche su lotti non ancora edificati.

La prassi amministrativa e il minor impatto sulle casse comunali

Nel corso dell’udienza, Giovanni Fortunato ha rilasciato dichiarazioni spontanee per chiarire come l’uso del permesso diretto nelle zone C costituisse una prassi consolidata fin dal 1999 e non un’eccezione della sua giunta. A supporto, i legali hanno citato 23 titoli edilizi rilasciati con le medesime modalità tra il 1999 e il 2023, di cui nove autorizzati prima del 2007 da commissioni guidate da precedenti amministrazioni, oltre al permesso rilasciato nel 2004 dalla giunta Castaldo per il lotto adiacente.

La difesa ha inoltre argomentato il profilo economico della scelta: l’adozione della lottizzazione convenzionata avrebbe comportato per il Comune un minor introito di circa un milione di euro tra il 1999 e il 2022, a causa dei diversi criteri di calcolo degli oneri e dell’accollo delle spese di manutenzione delle aree interne private. Il permesso diretto ha garantito all’ente l’incasso integrale dei contributi e ha vincolato l’impresa a un termine d’esecuzione di tre anni, contro i dieci previsti dalle convenzioni.

Sul fronte delle valutazioni ambientali, l’architetto Pietro Vinci, componente della Commissione per il Paesaggio ed ex teste dell’accusa, ha riferito che il progetto ha ottenuto il via libera solo dopo quattro rinvii per integrazioni documentali. Vinci ha smentito qualsiasi condizionamento, dichiarando di non aver mai subito pressioni da Fortunato e definendo il comparto Torre Oliva-Crocefisso «assolutamente e completamente urbanizzato». Il processo riprenderà il 5 e 9 ottobre, a causa del rinvio dell’udienza del 25 settembre per lo sciopero nazionale degli avvocati.

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