La protesta degli autotrasportatori si estende in provincia di Salerno, con presidi e blocchi agli svincoli autostradali da Eboli a Buccino. Al centro della mobilitazione ci sono l’aumento del prezzo del gasolio, le difficoltà economiche delle imprese e il crescente costo della vita. I manifestanti chiedono interventi alla politica e invitano i cittadini a partecipare alle iniziative, annunciate fino al 30 ottobre.
La mobilitazione, arrivata in Campania venerdì dopo aver interessato Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata, ha coinvolto numerosi punti della rete autostradale salernitana. Presidi sono stati segnalati a Pontecagnano Sud, Eboli, Campagna, Contursi Terme, Sicignano degli Alburni e Buccino, lungo il raccordo in direzione Potenza.
Rallentamenti e difficoltà alla circolazione hanno interessato anche l’autostrada A2, soprattutto nel tratto compreso tra Battipaglia e Campagna, con conseguenze sulla viabilità ordinaria.
Le richieste dei camionisti e il peso del carburante
A raccontare le ragioni della protesta è Gaetano, uno degli autotrasportatori presenti allo svincolo di Eboli. Il lavoratore riconosce i disagi provocati dai presidi, ma ribadisce la volontà di proseguire fino all’arrivo di risposte concrete.
«Non lasciateci soli. La nostra battaglia è anche vostra», è l’appello rivolto alla popolazione.
Gaetano racconta di percepire uno stipendio di circa 1.900 euro lordi, a fronte di giornate di lavoro che, secondo la sua testimonianza, possono superare le quindici ore, tra viaggi in Italia e trasferte all’estero. Un impegno che, sostiene, non garantisce più condizioni economiche adeguate.
Alle difficoltà dei conducenti si aggiungono quelle delle aziende di trasporto, costrette a sostenere spese sempre maggiori per il rifornimento dei mezzi.
Una lavoratrice amministrativa presente al presidio di Eboli segnala una differenza di prezzo tra il gasolio acquistato dalle imprese tramite cisterna e quello distribuito alla pompa. Secondo i valori da lei rilevati, il carburante può raggiungere 2,30-2,40 euro al litro, Iva compresa, rispetto a un riferimento di 2,19 euro alla pompa.
Una differenza che, considerando i quantitativi necessari per alimentare intere flotte di camion, può incidere pesantemente sui bilanci aziendali.
Presidi agli svincoli e appello alla partecipazione
A Buccino, Sicignano degli Alburni e Contursi Terme, decine di camionisti presidiano gli accessi autostradali per impedire il transito di altri mezzi pesanti.
Alla mobilitazione partecipano conducenti, proprietari di aziende e lavoratrici impiegate negli uffici delle società di trasporto. Realtà professionali differenti, accomunate dalle preoccupazioni per il futuro del settore.
I manifestanti spiegano di voler consentire il passaggio di determinati trasporti, come quelli destinati alla distribuzione del latte, sottolineando di non voler penalizzare altre categorie produttive già in difficoltà, a partire dagli agricoltori.
Nei presidi si registrano momenti di tensione, ma emerge soprattutto la richiesta di essere ascoltati dalle istituzioni.
L’appello è rivolto anche a studenti, commercianti, lavoratori e famiglie, chiamati a condividere una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, riguarda l’intera collettività.
Il timore espresso dagli autotrasportatori è che l’aumento dei costi possa compromettere la sopravvivenza di numerose imprese e produrre ulteriori conseguenze sui prezzi dei beni di consumo.
Da Eboli a Buccino, il messaggio resta lo stesso: la crisi dell’autotrasporto non riguarda soltanto chi guida un camion, ma un settore fondamentale per l’approvvigionamento delle merci e per l’economia del territorio.












