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20 Ottobre 2026
20 Ottobre 2026

Caro gasolio, la protesta dei camionisti: «Non lasciateci soli»

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Caro gasolio, la protesta dei camionisti: «Non lasciateci soli»

La protesta degli autotrasportatori si estende in provincia di Salerno, con presidi e blocchi agli svincoli autostradali da Eboli a Buccino. Al centro della mobilitazione ci sono l’aumento del prezzo del gasolio, le difficoltà economiche delle imprese e il crescente costo della vita. I manifestanti chiedono interventi alla politica e invitano i cittadini a partecipare alle iniziative, annunciate fino al 30 ottobre.

La mobilitazione, arrivata in Campania venerdì dopo aver interessato Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata, ha coinvolto numerosi punti della rete autostradale salernitana. Presidi sono stati segnalati a Pontecagnano Sud, Eboli, Campagna, Contursi Terme, Sicignano degli Alburni e Buccino, lungo il raccordo in direzione Potenza.

Rallentamenti e difficoltà alla circolazione hanno interessato anche l’autostrada A2, soprattutto nel tratto compreso tra Battipaglia e Campagna, con conseguenze sulla viabilità ordinaria.

Le richieste dei camionisti e il peso del carburante

A raccontare le ragioni della protesta è Gaetano, uno degli autotrasportatori presenti allo svincolo di Eboli. Il lavoratore riconosce i disagi provocati dai presidi, ma ribadisce la volontà di proseguire fino all’arrivo di risposte concrete.

«Non lasciateci soli. La nostra battaglia è anche vostra», è l’appello rivolto alla popolazione.

Gaetano racconta di percepire uno stipendio di circa 1.900 euro lordi, a fronte di giornate di lavoro che, secondo la sua testimonianza, possono superare le quindici ore, tra viaggi in Italia e trasferte all’estero. Un impegno che, sostiene, non garantisce più condizioni economiche adeguate.

Alle difficoltà dei conducenti si aggiungono quelle delle aziende di trasporto, costrette a sostenere spese sempre maggiori per il rifornimento dei mezzi.

Una lavoratrice amministrativa presente al presidio di Eboli segnala una differenza di prezzo tra il gasolio acquistato dalle imprese tramite cisterna e quello distribuito alla pompa. Secondo i valori da lei rilevati, il carburante può raggiungere 2,30-2,40 euro al litro, Iva compresa, rispetto a un riferimento di 2,19 euro alla pompa.

Una differenza che, considerando i quantitativi necessari per alimentare intere flotte di camion, può incidere pesantemente sui bilanci aziendali.

Presidi agli svincoli e appello alla partecipazione

A Buccino, Sicignano degli Alburni e Contursi Terme, decine di camionisti presidiano gli accessi autostradali per impedire il transito di altri mezzi pesanti.

Alla mobilitazione partecipano conducenti, proprietari di aziende e lavoratrici impiegate negli uffici delle società di trasporto. Realtà professionali differenti, accomunate dalle preoccupazioni per il futuro del settore.

I manifestanti spiegano di voler consentire il passaggio di determinati trasporti, come quelli destinati alla distribuzione del latte, sottolineando di non voler penalizzare altre categorie produttive già in difficoltà, a partire dagli agricoltori.

Nei presidi si registrano momenti di tensione, ma emerge soprattutto la richiesta di essere ascoltati dalle istituzioni.

L’appello è rivolto anche a studenti, commercianti, lavoratori e famiglie, chiamati a condividere una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, riguarda l’intera collettività.

Il timore espresso dagli autotrasportatori è che l’aumento dei costi possa compromettere la sopravvivenza di numerose imprese e produrre ulteriori conseguenze sui prezzi dei beni di consumo.

Da Eboli a Buccino, il messaggio resta lo stesso: la crisi dell’autotrasporto non riguarda soltanto chi guida un camion, ma un settore fondamentale per l’approvvigionamento delle merci e per l’economia del territorio.

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