Proseguono le indagini sull’omicidio di Walter Avallone, il cinquantenne originario di Eboli trovato senza vita in un parcheggio della zona di Trentova, ad Agropoli. I carabinieri stanno esaminando le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza per identificare il responsabile e ricostruire quanto accaduto prima e dopo lo sparo che ha colpito la vittima al collo.
Le investigazioni sono condotte dai militari della Compagnia di Agropoli, coordinati dal capitano Guido Carlo de Cugis.
Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere pubbliche e acquisendo quelle degli impianti privati presenti nell’area, alla ricerca di elementi utili a ricostruire gli spostamenti dell’assassino.
Un primo dato emerge proprio dalle registrazioni: l’uomo che avrebbe esploso il colpo si trovava a bordo della stessa automobile della vittima.
La ricostruzione degli spostamenti dopo lo sparo
Secondo quanto ricostruito attraverso le immagini, il veicolo si sarebbe diretto verso la baia di Trentova, raggiungendo il parcheggio nel quale si è consumato l’omicidio.
Poco dopo l’arrivo sarebbe stato esploso il colpo di arma da fuoco che ha raggiunto Avallone al collo.
Gli inquirenti stanno verificando anche la possibilità che lo sparo sia stato preceduto da una discussione tra i due occupanti della vettura, circostanza che al momento non risulta accertata.
Dopo l’omicidio, il responsabile si sarebbe allontanato a piedi dall’automobile, dirigendosi verso via Belvedere.
Secondo le informazioni emerse, avrebbe successivamente raggiunto un secondo veicolo, che lo attendeva lungo via del Mare, utilizzandolo per fuggire.
Si tratta di un passaggio particolarmente importante per le indagini, perché potrebbe chiarire se l’assassino abbia agito da solo oppure con il supporto di un’altra persona.
Al momento della fuga, l’uomo avrebbe avuto con sé uno zaino e una tracolla, oggetti che potrebbero essere stati prelevati dall’automobile di Avallone.
Tra gli elementi ancora da chiarire figura anche la scomparsa del telefono cellulare della vittima, non ritrovato all’interno dell’abitacolo.
Autopsia e accertamenti sull’identità dell’assassino
La possibile presenza di un’altra persona pronta ad agevolare la fuga rappresenta una delle circostanze sulle quali si concentra l’attenzione degli investigatori.
Qualora venisse confermata, potrebbe assumere rilievo nella valutazione di un’eventuale premeditazione del delitto. Al momento, tuttavia, questa rimane un’ipotesi investigativa.
Un ulteriore ostacolo all’identificazione dell’assassino è rappresentato dal berretto con visiera indossato durante gli spostamenti ripresi dalle telecamere, che avrebbe impedito di distinguere chiaramente il volto.
Nonostante questa difficoltà, secondo indiscrezioni gli investigatori avrebbero già individuato alcuni possibili sospetti. Sul contenuto degli accertamenti viene mantenuto il massimo riserbo.
Resta da verificare anche l’eventuale alibi della persona responsabile dell’omicidio.
Un contributo decisivo alla ricostruzione dei fatti è atteso dall’autopsia, prevista nella giornata indicata dalle fonti.
L’esame medico-legale dovrà fornire risposte sulle cause e sui tempi del decesso, stabilendo se Avallone sia morto immediatamente dopo essere stato raggiunto dal proiettile oppure in un momento successivo.
Le indagini proseguono dunque su più fronti, tra analisi dei filmati, ricostruzione degli spostamenti e accertamenti medico-legali, con l’obiettivo di individuare l’assassino e chiarire ogni aspetto della vicenda.












