«Dolore per Simone Ruggia, vicinanza alla famiglia». Il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, esprime il proprio cordoglio per la morte del sergente dell’Esercito italiano, originario di Salerno e cresciuto nel quartiere Pastena, rimasto vittima dell’incidente che ha coinvolto un elicottero militare italiano in Bosnia-Erzegovina.
«La morte del sergente Simone Ruggia nell’incidente in Bosnia-Erzegovina mi colpisce profondamente. Alla sua famiglia e a tutte le persone che gli volevano bene esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza. Mi unisco al dolore di Pastena, dove era cresciuto, e di tutta Salerno», dichiara Cirielli.
Il militare è una delle quattro vittime dello schianto di un elicottero CH-47 italiano avvenuto il 29 ottobre nella regione di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, durante attività nell’ambito della missione europea EUFOR Althea. Insieme a Ruggia hanno perso la vita il sergente dell’Esercito Claudio Marchesi e due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci.
Secondo le prime ricostruzioni, a bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Oltre alle quattro vittime, undici sono rimaste ferite e sono state ricoverate negli ospedali di Brčko e Tuzla. Secondo quanto comunicato dalla Difesa, nessuno dei feriti sarebbe in pericolo di vita. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.












