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30 Ottobre 2026
30 Ottobre 2026

Simone Ruggia, da Salerno a Viterbo inseguendo la passione per il volo: il sergente morto nella tragedia in Bosnia

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Simone Ruggia, da Salerno a Viterbo inseguendo la passione per il volo: il sergente morto nella tragedia in Bosnia

C’erano il cielo, il volo e una città diventata casa nel percorso di vita di Simone Ruggia, 30 anni, una vita costruita lontano dalla sua Salerno e una passione per il volo che era diventata anche il suo lavoro. Originario del quartiere Pastena, è una delle vittime della tragedia aerea avvenuta in Bosnia-Erzegovina, dove un elicottero militare italiano è precipitato durante un’attività di addestramento. Una morte improvvisa che ha spezzato il percorso di un giovane sergente dell’Aviazione dell’Esercito, ricordato da chi lo conosceva come «una gran bella persona». Ne traccia il profilo un articolo di Viterbo Today.

Da almeno otto anni Simone viveva a Viterbo, città nella quale aveva trovato la propria dimensione professionale e personale. Qui prestava servizio nell’Aviazione dell’Esercito, al primo reggimento ‘Antares’, dopo aver intrapreso la carriera militare. La sua vita era ormai divisa tra il legame con la terra d’origine e gli affetti costruiti negli anni nella Tuscia. Aveva scelto il capoluogo della Tuscia per costruire il proprio futuro professionale nell’Esercito, dopo gli studi all’istituto tecnico industriale di Salerno e il concorso per entrare tra i sottufficiali delle Forze armate. Una strada che lo aveva portato lontano dalla sua terra, senza però spezzare il legame con le proprie origini e con gli affetti lasciati in Campania.

Il volo era diventato il suo mondo professionale. Al primo reggimento ‘Antares’ del Centro addestrativo dell’Aviazione dell’Esercito condivideva con Marchesi un’attività fatta di competenze tecniche, preparazione e responsabilità. Due colleghi, ma anche due uomini legati dalla stessa realtà quotidiana e dalla città che negli anni era diventata il loro punto di riferimento.

Fuori dall’uniforme, Simone coltivava altre passioni. Amava il mare, la corsa e il ciclismo, attività nelle quali ritrovava il piacere della sfida e del movimento. A piangerlo sono i genitori, la sorella e la compagna. Una famiglia che si trova ad affrontare una perdita improvvisa, arrivata mentre Simone era impegnato in un’attività legata proprio al lavoro che aveva scelto e alla passione che aveva trasformato in professione.

L’incidente ha coinvolto un elicottero Boeing CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, impegnato nella missione Eufor Althea. Il velivolo è precipitato nella regione di Brčko, nel nord della Bosnia-Erzegovina. A bordo si trovavano 15 persone. Quattro le vittime italiane: oltre a Ruggia e Claudio Marchesi, anche lui viterbese, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, entrambi appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Undici i feriti, nessuno dei quali, secondo quanto comunicato dalla Difesa, in pericolo di vita.

Le cause dello schianto sono ancora in corso di accertamento. EUFOR ha annunciato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’incidente, avvenuto durante un’attività definita di routine.

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