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6 Novembre 2026
6 Novembre 2026

Vallo di Diano e Alburni, la sfida dei servizi nei piccoli comuni

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Vallo di Diano e Alburni, la sfida dei servizi nei piccoli comuni

Trasporti, sanità, scuola e opportunità di lavoro condizionano la vita quotidiana nei territori interni della provincia di Salerno. Le strategie regionali puntano a rafforzare l’accessibilità e contrastare lo spopolamento.

Vivere in un piccolo comune del Vallo di Diano, degli Alburni o del Cilento interno può offrire vantaggi legati all’ambiente, alla tranquillità e alla qualità degli spazi abitativi. Ma la possibilità di continuare a risiedere stabilmente in questi territori dipende anche dalla disponibilità dei servizi essenziali.

Raggiungere una struttura sanitaria, accompagnare i figli a scuola, spostarsi per lavoro o accedere a opportunità formative può richiedere un’organizzazione diversa rispetto alla vita nei centri urbani maggiori.

Il problema è al centro delle politiche dedicate alle aree interne.

La Regione Campania ha individuato sette aree territoriali interessate dalla programmazione regionale, tre delle quali riguardano direttamente la provincia di Salerno: Sele-Tanagro-Alburni, Cilento Interno e Vallo di Diano.

Complessivamente queste tre aree comprendono 63 comuni, secondo la classificazione regionale: 19 nell’area Sele-Tanagro-Alburni, 29 nel Cilento Interno e 15 nel Vallo di Diano.

La distanza dai servizi incide sulla vita quotidiana

Le aree interne non possono essere considerate soltanto territori distanti dai grandi centri.

La loro condizione dipende anche dai tempi necessari per raggiungere servizi fondamentali, dalle opportunità economiche e dalla qualità dei collegamenti.

Una famiglia può scegliere di continuare a vivere nel proprio paese se riesce a conciliare lavoro, scuola e assistenza sanitaria.

Quando queste condizioni diventano difficili, il trasferimento verso centri più grandi può apparire una soluzione più praticabile.

Il problema assume particolare rilievo per i giovani, le famiglie con bambini e le persone anziane.

Non significa che tutti i comuni interni presentino le stesse criticità. La situazione varia in funzione della posizione geografica, delle infrastrutture disponibili e dell’organizzazione dei servizi.

Trasporti e mobilità

Per molti residenti delle aree interne, l’automobile rappresenta uno strumento importante per gli spostamenti quotidiani.

La disponibilità di collegamenti pubblici adeguati può incidere sulla possibilità di raggiungere scuole, uffici, strutture sanitarie e luoghi di lavoro.

Il tema riguarda anche chi non dispone di un mezzo privato, come una parte della popolazione anziana e dei giovani.

La valutazione dell’efficacia dei trasporti dovrebbe considerare non soltanto l’esistenza delle linee, ma anche frequenze, orari, coincidenze e tempi complessivi di percorrenza.

Una corsa disponibile soltanto in determinati momenti della giornata può non essere sufficiente per esigenze lavorative o sanitarie.

Scuola e sanità

La presenza di servizi educativi e sanitari rappresenta un fattore importante nella scelta di risiedere in un territorio.

Per le famiglie, la distanza dalle scuole e l’organizzazione del trasporto scolastico possono incidere sui tempi quotidiani.

Per le persone anziane, la possibilità di accedere a visite, controlli e prestazioni sanitarie assume un peso particolarmente rilevante.

La digitalizzazione può semplificare alcune procedure, ma non elimina la necessità di garantire servizi accessibili.

Prenotazioni online, telemedicina e strumenti digitali possono essere utili soltanto quando sono accompagnati da connessioni affidabili, competenze adeguate e assistenza alle persone che incontrano difficoltà nell’utilizzo.

Le strategie per le aree interne salernitane

La programmazione regionale prevede strategie territoriali dedicate alle diverse aree.

Nel 2025 la Regione ha preso atto delle strategie preliminari per Sele-Tanagro-Alburni, Vallo di Diano e Cilento Interno.

Si tratta di strumenti di programmazione che devono tradursi in interventi concreti attraverso i successivi passaggi amministrativi e attuativi.

La presenza di una strategia approvata non significa automaticamente che tutti gli interventi siano già realizzati.

Per valutare i risultati occorre verificare progetti finanziati, lavori avviati, servizi attivati e benefici effettivamente disponibili per i residenti.

Anche il turismo può contribuire

Le aree interne dispongono di risorse culturali, ambientali e paesaggistiche che possono sostenere nuove attività economiche.

La Regione Campania ha annunciato nel 2026 un programma da 4,2 milioni di euro per la valorizzazione turistica delle sette aree interne regionali.

Nella simulazione di riparto comunicata ad aprile risultavano previsti circa 503.800 euro per il Cilento Interno, 574.700 euro per il Vallo di Diano e 548.700 euro per l’area Sele-Tanagro.

Le risorse sono destinate a sostenere l’accessibilità e la fruibilità delle destinazioni, la valorizzazione dei luoghi di interesse e una maggiore distribuzione dei flussi turistici.

Il turismo può offrire opportunità alle imprese locali, ma non deve essere considerato l’unica risposta ai problemi demografici e sociali.

Un territorio può attirare visitatori e continuare, nello stesso tempo, a perdere residenti se non offre condizioni adeguate per la vita quotidiana.

La sfida è rendere i territori abitabili tutto l’anno

Contrastare lo spopolamento richiede un approccio che consideri contemporaneamente servizi pubblici, attività economiche, mobilità e qualità della vita.

Gli interventi di promozione turistica e valorizzazione dei borghi possono contribuire allo sviluppo, ma devono inserirsi in una strategia più ampia.

Per verificare l’efficacia delle politiche sarà importante misurare non soltanto le risorse stanziate, ma i miglioramenti concretamente ottenuti.

Tempi di accesso ai servizi, disponibilità dei collegamenti, andamento della popolazione e opportunità lavorative rappresentano indicatori utili per comprendere se un territorio sta diventando più attrattivo per chi vi abita.

La questione centrale per il Vallo di Diano, gli Alburni e il Cilento interno non è soltanto richiamare nuovi visitatori. È creare le condizioni affinché le persone possano scegliere di continuare a vivere e lavorare nei propri comuni.

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