Dalla ricerca alle applicazioni industriali, passando per l’intelligenza artificiale e il sostegno alle startup: il futuro della mobilità sostenibile in Italia punta sull’innovazione e sulla capacità di trasformare le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete. È questa la direzione indicata dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (Most), che ha tracciato un bilancio delle attività realizzate grazie ai 78 milioni di euro del Pnrr e delineato le prospettive per il prossimo triennio.
Istituito nel 2022 dal Ministero dell’Università e della Ricerca, il Most intende proseguire la propria attività attraverso un piano di consolidamento per il periodo 2027-2029. Una nuova fase che punta a rafforzare il collegamento tra ricerca, imprese e mercato, accelerando il percorso che porta le innovazioni tecnologiche dalla sperimentazione alla loro effettiva applicazione nel settore della mobilità.
«Il Pnrr ci ha dato tempo e risorse; ora ci chiede una visione», ha dichiarato il presidente Ferruccio Resta, indicando tre direttrici strategiche per il futuro del Centro: tecnologie, dati e regole.
L’intelligenza artificiale rappresenta uno degli ambiti prioritari, con l’obiettivo di rendere le nuove tecnologie concretamente adottabili. Accanto all’innovazione tecnologica, assume un ruolo centrale la gestione dei dati, considerata indispensabile per sviluppare una governance capace di orientare le decisioni sulla base di informazioni ed evidenze. Il terzo elemento riguarda il quadro normativo: trasformare i risultati della sperimentazione in standard e politiche in grado di favorire l’applicazione delle innovazioni.
«Senza regole la tecnologia resta prototipo. Gli strumenti ci sono, e sono nostri: ora serve il coraggio di fare delle scelte», ha sottolineato Resta.
La nuova fase operativa prende avvio con un programma di iniziative da circa 10 milioni di euro, presentato in occasione dell’evento annuale del Centro.
La quota più consistente, pari a 5,5 milioni di euro, sarà destinata al programma Fast Track to Market, pensato per accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca verso le applicazioni industriali e il mercato.
Ulteriori risorse saranno ripartite tra diversi ambiti: 1,5 milioni di euro per progetti sviluppati a partire dalle esigenze delle imprese, un milione per sostenere le startup e un altro milione per iniziative finalizzate allo sviluppo dell’ecosistema della mobilità sostenibile. Sono inoltre previsti finanziamenti per il supporto agli Osservatori e 500 mila euro per favorire l’accesso alle infrastrutture di ricerca.
A queste risorse si aggiunge una pipeline di oltre 70 milioni di euro relativa a progetti ministeriali ed europei per il biennio 2027-2028.
L’obiettivo è consolidare quanto realizzato con il Pnrr e rafforzare la capacità del sistema italiano di innovare nel settore dei trasporti e della mobilità sostenibile. Una sfida che non riguarda soltanto lo sviluppo di nuove tecnologie, ma anche la possibilità di renderle accessibili, applicabili e competitive, creando un collegamento sempre più stretto tra ricerca scientifica, sistema produttivo e politiche pubbliche.
(Foto da centronazionalemost.it)







