Il film “La bolla delle acque matte” di Anna Di Francisca si è aggiudicato il Gran Premio Cinema e Borghi 2026 del concorso cinematografico indetto dal Cilento Fest, il festival internazionale per la promozione del cinema legato al racconto dei paesi e delle aree interne, giunto quest’anno alla quinta edizione. La manifestazione, diretta dall’editore e scrittore Max De Francesco, coprodotta dalla giornalista Laura Cocozza, organizzata dalla società Iuppiter e dall’associazione I Disinvolti, presieduta da Francesca Romana Cirillo, si è svolta nel borgo cilentano di Peritoche, dal 18 al 21 agosto, è stato animato da proiezioni, spettacoli, mostre, presentazioni di libri, cinetalk e dj set.
A decidere l’opera vincitrice, tra i 123 film in gara, provenienti da 6 paesi di produzione, è stato il comitato artistico composto dal produttore Gianluca Arcopinto, dall’attore e produttore Cesare Apolito, dal regista Andrea D’Ambrosio e dall’attore Bruno Cariello.
Il programma del Cilento Fest ha presentato i tributi a Ettore Scola e ad Alfonso Gatto, con l’anteprima nazionale del documentario “Isola. Luoghi e miti di Alfonso Gatto” di Marcello Napoli, scritto da Maurizio Fiume, un’incursione nel capolavoro di Luigi Comencini “Le avventure di Pinocchio” raccontato da Andrea Balestri che interpretò il burattino più celebre al mondo, il cinema civile con il docufilm “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, il cinema sportivo” con la visione di “Igor – L’eroe romantico del calcio” di Luca Dal Canto, l’ultimo emozionante gol del bomber di provincia Igor Protti.
Tanti i riconoscimenti consegnati durante le serate del festival, condotte dai giornalisti Laura Cocozza ed Espedito Pistone: il maestro Franco Micalizzi ha ricevuto il premio alla carriera, donando al pubblico un medley dei suoi successi internazionali accompagnato da Alfredo Bochicchio, Cristiana Pellegri e da uno straordinario Stefano Fresi, ospite a sorpresa, che ha reso unico con la sua voce il brano mitologico di “Lo chiamavano Trinità”; ad Alberto Palmiero il premio Opera Prima per “Tienimi Presente”, a Giovanni Esposito il premio Miglior Regista per il film “Nero”, a Vera Dragone quello per “Cinema e Teatro”, a Luca Dal Canto il premio “Cinema e Sport”, a Fabio Massimo Capogrosso, fresco vincitore del David di Donatello 2026, è andato il premio “Cinema e Musica; Andrea Balestri si è aggiudicato il premio “Come dentro un film”; Marcello Napoli ha ritirato il premio “Cinema e Giornalismo”, Elena Radonicich premiata come Migliore Attrice e Nando Paone come Miglior Attore.
Un viaggio nel cinema delle emozioni arricchito da eventi “oltre il cinema” come i talk del “Salotto Vinilico”, “La sacra notte”, passeggiata notturna alla scoperta del patrimonio religioso del borgo di Perito, la mostra fotografica “Sul Nilo con Poirot” di Constantino Luis Marino, lo spettacolo di burlesque “Cabaret des Étoiles”e il workshop sui grani antichi con Antonio Pellegrino (Premio Cilento Fest “Il cibo dell’anima” 2026).Una sezione della cerimonia è stata incentrata sulla consegna di riconoscimenti non cinematografici a imprenditori, artisti e promotori di progetti sociali e culturali nel Sud. Tra questi il premio “Antonio Nappi – Imprenditori coraggiosi”, intitolato al fondatore di Nappi Sud, consegnato all’imprenditore Bruno Mastrangelo.
Ad aprire tutte le serate il videospot “Fino all’ultima emozione”, ideato da Max De Francesco, prodotto da Iuppiter e realizzato da Tony Baldini, in cui un murales dell’artista Giuseppe Apolito si anima nella controra, con due amanti che danzano del sole, in sottofondo la voce di Marcello Mastroianni e i versi di Ezra Pound, un modo per affermare l’amore incondizionato verso un’idea, un sogno, un’intuizione.
La cerimonia di premiazione è terminata, come da tradizione, con l’incendio del campanile della chiesa di San Nicola e lo spettacolo pirotecnico della ditta Carlo Di Muoio, in un mix di luci e visioni tratte dal film cult di Herzog “Fitzcarraldo”.
«Il Cilento Fest – ha detto a margine della serata finale il direttore Max De Francesco – è un successo nato dal basso, costruito sulla fatica e la competenza, senza bonus iniziali se non quello della tenacia. Tra i risultati raggiunti in questi anni c’è quello di aver contribuito ad alimentare il cosiddetto “turismo delle radici”e aver puntato con decisione al cinema “non metropolitano”, lontano dai clamori, sintonizzato sul ritorno alla terra, promotore di località ritenute marginali, custode di storie di riscatto, di luminose malinconie, di ritrovati registri della memoria, di vite sul filo dei sogni. Anche quest’anno con un grande sforzo produttivo, abbiamo proposto un programma autorevole, ideato insieme alla Iuppiter, all’associazione I Disinvolti e alla giornalista Vanna Morra. Il passo successivo che ci aspetta – ha concluso De Francesco – è rendere il Cilento Fest, attraverso “Cinema Dentro”, il centro di produzione e formazione inaugurato nel 2024 nel borgo di Perito, vivo tutto l’anno, così da poter proporre proiezioni e iniziative capaci di scollinare i confini localistici, avvicinare culture distanti, sancire il primato della condivisione reale».












