La vicenda del morso di vipera e del percorso sanitario seguito da Elisa Scarano, presidente del Consiglio del Municipio VI di Milano, continua ad alimentare il confronto. A intervenire è Antonio Tomei, in servizio presso la Direzione Sanitaria, che contesta alcuni aspetti della ricostruzione circolata sul caso e sostiene che l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania dispone del siero antivipera.
Tomei precisa di voler intervenire esclusivamente per ristabilire quella che definisce la corretta ricostruzione dei fatti, senza alimentare ulteriormente le polemiche. Il riferimento è alle dichiarazioni sulla gestione della paziente e, in particolare, alla disponibilità del trattamento e alle modalità con cui Scarano ha lasciato il presidio cilentano.
«Il San Luca dispone del siero antivipera»
Il primo punto affrontato riguarda proprio il siero antivipera. Secondo Tomei, il San Luca ne è dotato e il trattamento è disponibile presso la Rianimazione e la Farmacia ospedaliera. Per questo ritiene non corrispondente alla situazione effettiva l’affermazione secondo cui il presidio ne sarebbe stato sprovvisto.
La presenza del farmaco, sottolinea tuttavia Tomei, non implica la sua somministrazione automatica in ogni caso di sospetto morso di serpente. La decisione spetta ai medici e viene assunta sulla base del quadro clinico, della diagnosi, delle indicazioni terapeutiche e della valutazione dei benefici e dei possibili rischi.
Altro passaggio riguarda il successivo arrivo della paziente al Cardarelli di Napoli. Secondo la ricostruzione fornita da Tomei, non sarebbe stato disposto un trasferimento dal San Luca verso l’ospedale napoletano.
La permanenza della donna al Pronto Soccorso di Vallo della Lucania, afferma, sarebbe invece stata interrotta per volontà della stessa paziente, che avrebbe lasciato la struttura mentre l’iter assistenziale e gli accertamenti erano ancora in corso.
L’appello alla prudenza nell’informazione sanitaria
Per Tomei si tratta di due elementi sostanziali, perché modificherebbero il quadro emerso attraverso le ricostruzioni diffuse sui social. Nel suo intervento richiama quindi alla prudenza chi ricopre ruoli pubblici e interviene su questioni riguardanti strutture sanitarie e servizi ospedalieri.
Il sanitario riconosce come pienamente legittimo criticare il funzionamento della sanità, chiedere servizi migliori e sollecitare risposte alle istituzioni, soprattutto in un territorio vasto e complesso come il Cilento. Sostiene però che il confronto debba partire da informazioni preventivamente verificate.
Secondo Tomei, far passare il messaggio che un ospedale sia privo di un presidio terapeutico invece disponibile, oppure qualificare come trasferimento quella che sarebbe stata una decisione autonoma della paziente di lasciare il Pronto Soccorso, potrebbe generare allarme nella popolazione e incidere sulla fiducia dei cittadini nei professionisti della struttura.
Il suo intervento non intende sostenere che il sistema sanitario sia privo di criticità o di aspetti da migliorare. La richiesta, precisa, è che il dibattito avvenga partendo dai fatti.
Tomei conclude spiegando di non voler partecipare ulteriormente alle polemiche generate dalla vicenda e rivolge a Elisa Scarano l’augurio di una pronta e completa guarigione, ribadendo allo stesso tempo la volontà di tutelare il San Luca, i suoi operatori e la corretta informazione ai cittadini.












