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19 Maggio 2026
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Angelo Tervolino: «Cuore, sacrificio e pazienza: così il Castel Volturno ha conquistato la salvezza»

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Angelo Tervolino: «Cuore, sacrificio e pazienza: così il Castel Volturno ha conquistato la salvezza»

Angelo Tervolino, l’allenatore del Castel Volturno parla ai microfoni di The Sport Corner dopo aver conquistato la grande e importante salvezza.

«Dopo Ischia nel 2022, con la quale facemmo i playoff di Serie D, perdendo col San Marzano, semifinalista di Coppa Italia, con Ischia e anche Forio, dopo sono arrivati questi obbiettivi con le società che hai già citato, che a mio avviso hanno comunque un’importanza elevata.

Ho cercato di adattare me stesso alla realtà e all’obiettivo da perseguire, provando a ritagliare un vestito sui ragazzi a disposizione e di certo questo posso dire con orgoglio possa essere stato un momento di elevata crescita.

Poi quello da avere ben chiaro è che ogni squadra è diversa, le dinamiche che affronti sono diverse.

Parlerei di capacità di modificarsi e non abbattersi nei momenti brutti.

Quando subentri, parlando di obiettivo salvezza, cuore, sacrificio e pazienza sono i tre fattori principali.

Senza queste tre componenti è difficile anche mettere in campo questioni tecniche perché, appunto, per far arrivare quest’ultime, se non hai equilibrio e spalle larghe, essendo consapevoli che arriveranno anche più sconfitte che vittorie, tutto diventa più complesso.

Quando subentri la cosa che prima noti, e che ho potuto constatare, è lo stato d’animo dei calciatori ed è lì che credo bisogna lavorare in prima battuta prima di ogni cosa tecnica.

E cercare di capire che gli mancava, su cosa si sentono meno ascoltati o dove si sentono meno sicuri e cercare di portarli in una zona di comfort per poter poi intervenire sulla parte tecnica secondo ciò che serve in quel momento e secondo le tue idee.

Credo che nello specifico della tua domanda, come competenze, posso dirti di certo l’ascolto, l’empatia.

Mi auguro che in primis il Castelvolturno possa trovare la propria dimora, soprattutto per la gente e per il presidente, e poi per la questione tecnica: abbiamo fatto più punti fuori casa che in casa.

È stato un anno difficile, ma mi son trovato molto bene con la società fatta di persone serie, quindi restare non farebbe che piacere.

Chiaramente, come tutti, sono una persona ambiziosa e dopo tutto quello che anche tu hai descritto sopra, c’è bisogno e credo di poter dire di voler fare uno step progettuale, che sarei felice, se avesse la possibilità, potesse essere Castelvolturno.

Tante volte la stessa ricetta fatta negli anni prima può non essere quella giusta.

Ogni squadra è uno stato della mente e allo stesso tempo è molto più di così.

Una squadra è sì il frutto di tattiche e lavoro ma è anche e soprattutto emozioni e sentimenti.

Ogni anno, ogni squadra è un viaggio, qualche anno sembra rivivere un percorso già fatto, altri è qualcosa di sconosciuto, ma in entrambi i casi ti spinge a migliorare e cercare l’ingrediente giusto.

Bhè la lista potrebbe essere lunga, ma chiaramente sopra tutti va la mia famiglia che ha penato insieme a me.

Poi alla società, che ha lottato come un pugile per non andare al tappeto, allo staff tecnico e organizzativo, anche loro diventati come l’argilla, modificabili in mille modi nei problemi.

E in ultimo, non per importanza anzi, un grazie ai tifosi che hanno lottato con noi ogni domenica nonostante non sapessero “dove fossimo a giocare” e per quello che nella gara più importante hanno saputo creare dimostrandosi di grande categoria.

Capitolo a parte va al ds Paolo Di Lernia, diventato Clark Kent per i mille ruoli ricoperti, e per il mantello che gli abbiamo aiutato a svestire, ed è diventato il mio braccio destro, amico e professionista di un percorso che solo un pazzo poteva incamminare.

Sembra una frase già detta, ma in fondo è la realtà dei fatti: in ogni squadra che lotta per qualsiasi obbiettivo, la chiave sta nella creazione di un gruppo che abbraccia i problemi e soprattutto pone le energie verso la soluzione e non lamentandosi dei problemi.

Quest’anno noi abbiamo avuto tantissimi problemi di ogni genere, è risaputo, ma i ragazzi, lo staff, la società, sono stati bravi a tenere tutto dentro perché avevano abbracciato queste difficoltà ed era inutile stare a lamentarsi, valeva di più il proprio onore nell’evitare la retrocessione che ogni altra cosa che mancava».

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