Riccardo Tomeo, il preparatore dei portieri del Buccino Volcei, parla ai microfoni di The Sport Corner raccontando la lunga e difficile stagione che si è appena conclusa.
«Credo che i nostri portieri siano cresciuti soprattutto sotto l’aspetto della maturità e della gestione delle responsabilità. In una squadra che lotta per salvarsi, il portiere deve trasmettere sicurezza a tutto il reparto, anche nei momenti negativi.
Ho visto una crescita importante nella comunicazione con la difesa, nella lettura delle situazioni e nella capacità di reagire subito dopo un errore o un episodio sfavorevole. Questa è la crescita più difficile, ma anche la più importante.»
Riccardo Tomeo: «La lezione più grande che porto con me è che nei momenti difficili contano tantissimo il gruppo, la resilienza e la capacità di non smettere mai di credere nell’obiettivo.
È stata una stagione dura, che ci ha messi alla prova sotto tutti i punti di vista, ma proprio per questo lascia insegnamenti profondi. A livello professionale mi porto dietro la consapevolezza che il lavoro quotidiano, anche quando i risultati non arrivano subito, alla fine paga.
A livello umano, invece, resta il valore delle persone, della fiducia reciproca e della forza di affrontare insieme le difficoltà.
Nelle ultime giornate abbiamo modificato soprattutto la gestione del carico mentale e fisico. Abbiamo cercato di rendere gli allenamenti più mirati, più intensi ma meno dispersivi, lavorando molto su situazioni reali di gara e sulla rapidità decisionale.
Allo stesso tempo abbiamo dato grande attenzione al recupero e alla lucidità mentale, perché in partite così pesanti la testa conta quanto, se non più, delle gambe.
I play-out sono partite particolari, dove l’aspetto emotivo rischia di incidere più di quello tecnico. Abbiamo preparato i portieri lavorando molto sulla concentrazione e sulla gestione dei dettagli, cercando di simulare in allenamento situazioni di forte pressione.
Il messaggio era quello di restare dentro la partita senza farsi condizionare dall’importanza dell’evento. In queste gare servono equilibrio, personalità e la capacità di mantenere lucidità anche nei momenti di massima tensione.»












