Non si è fatta attendere la reazione dell’ormai ex vicesindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, dopo il decreto con cui il sindaco Stefano Sansone ha revocato la sua nomina ad assessore e vicesindaco, ritirandogli contestualmente tutte le deleghe.
Attraverso un messaggio diffuso sui social, D’Angiolillo ha duramente contestato la decisione del primo cittadino, definendola «una spregiudicata, irresponsabile ed ingrata strategia politica finalizzata alla concentrazione del potere».
Parole pesanti, che evidenziano la frattura ormai insanabile all’interno della maggioranza. Secondo l’ex vicesindaco, la scelta del sindaco «offende la democrazia», «contrasta con la volontà popolare espressa con le elezioni del 2024» e «danneggia il nostro paese».
Nonostante la revoca dell’incarico, D’Angiolillo ha assicurato che continuerà il proprio impegno politico e amministrativo: «Continuerò con più impegno e dedizione di prima. Il tempo è galantuomo», ha concluso.
La replica arriva all’indomani del provvedimento firmato dal sindaco Stefano Sansone, che aveva motivato la revoca con il venir meno del rapporto fiduciario necessario alla permanenza nell’incarico assessorile e vicariale, richiamando le divergenze emerse durante l’attività amministrativa e manifestate pubblicamente in più occasioni.
Con il decreto sono state revocate le deleghe a Bilancio e Programmazione economica, Patrimonio, Lavori pubblici, Personale, Politiche agricole e forestali e Politiche per le frazioni. In attesa della nomina di un nuovo assessore, le relative competenze resteranno nelle mani del sindaco.
Lo scontro politico apre ora una nuova fase per gli equilibri dell’amministrazione comunale di Ascea, con possibili ripercussioni sugli assetti della maggioranza che governa il Comune.












