Preoccupazione per l’accelerazione del Governo sull’autonomia differenziata e sulle intese con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. A esprimerla è Francesco Morra, presidente di Anci Campania, che chiede all’esecutivo di ascoltare i sindaci e di aprire un confronto con le autonomie locali.
«Non siamo contrari al principio dell’autonomia, ma a una riforma che rischia di aumentare le distanze tra Nord e Sud, rafforzando i territori già forti e lasciando indietro quelli più fragili», afferma Morra.
Il presidente di Anci Campania richiama le difficoltà che gli amministratori locali affrontano quotidianamente, sottolineando la necessità di garantire pari diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di residenza.
«Non possiamo accettare che il diritto alla salute, all’istruzione e ai servizi essenziali dipenda dalla Regione in cui si vive», dichiara Morra, evidenziando in particolare il rischio che, in ambito sanitario, le Regioni economicamente più forti possano attrarre ulteriori risorse e personale, aggravando le disuguaglianze esistenti.
Morra esprime inoltre condivisione per le preoccupazioni manifestate dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e indica alcune condizioni ritenute necessarie prima di procedere con la riforma: la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni, risorse certe e adeguati strumenti di perequazione.
«Il Governo ascolti i sindaci e apra un confronto vero con le autonomie locali. La Campania e il Mezzogiorno non chiedono privilegi, ma uguaglianza dei diritti», conclude Morra, secondo cui «l’autonomia non può diventare il prezzo di un compromesso politico. L’unità del Paese e i diritti dei cittadini non sono negoziabili».












