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25 Luglio 2026
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Bagnanti feriti nel mare del Cilento, non sono morsi: l’ipotesi dell’aculeo del trigone viola

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Bagnanti feriti nel mare del Cilento, non sono morsi: l’ipotesi dell’aculeo del trigone viola

Non un morso, ma una puntura provocata da un aculeo. È questa l’ipotesi che potrebbe imprimere una svolta al “giallo” dei due bagnanti feriti nel giro di pochi giorni nelle acque del Cilento, prima a Pioppi e poi a Palinuro.

Diversi giornali nelle ultime ore hanno avanzato le ipotesi del pesce balestra o del barracuda. Ma un elemento potrebbe indirizzare le verifiche verso un’altra specie: il trigone viola, conosciuto anche come pastinaca pelagica.

A fare la differenza sarebbe soprattutto la natura delle ferite. Nei due episodi si è parlato inizialmente di “morsi di pesce”, ma le lesioni riportate dai bagnanti sarebbero caratterizzate da una ferita profonda, localizzata in entrambi i casi nella zona del polpaccio e accompagnata da un’importante perdita di sangue.

Una dinamica che potrebbe essere compatibile non con un morso, bensì con la penetrazione di un aculeo.

Il trigone viola (Pteroplatytrygon violacea) è infatti dotato di una lunga coda sulla quale sono presenti uno o due aculei veleniferi. Se l’animale si sentisse minacciato o entrasse accidentalmente in contatto con una persona, potrebbe utilizzare la coda come strumento di difesa. L’aculeo potrebbe quindi provocare una lesione penetrante, con caratteristiche differenti dai segni che ci si aspetterebbe dall’azione dei denti di un pesce.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che dovrà essere valutato dagli esperti. Un morso di barracuda o di un altro pesce dovrebbe infatti produrre una lesione riconducibile all’apparato boccale dell’animale, mentre nel caso di una puntura da pastinaca ci si troverebbe davanti a una ferita provocata dall’aculeo.

C’è poi un altro elemento. In occasione di uno dei due episodi sarebbe stato intravisto, seppure soltanto per pochi istanti, un animale le cui caratteristiche potrebbero essere compatibili con quelle di un trigone. Un avvistamento troppo rapido per consentire un’identificazione certa, ma che viene tenuto in considerazione insieme alla tipologia delle lesioni.

Al momento, dunque, resta un’ipotesi che dovrà essere verificata. Non esistono elementi sufficienti per attribuire con certezza i due ferimenti al trigone viola, così come non è stata ancora identificata definitivamente la specie responsabile.

La differenza, però, è sostanziale: se gli accertamenti dovessero confermare che quelle riportate dai due bagnanti sono ferite da puntura e non da morso, le ipotesi formulate finora su pesci come barracuda o pesce balestra dovrebbero essere rivalutate.

Il trigone viola è una specie presente anche nel Mediterraneo e non è un animale che normalmente ricerca il contatto con l’uomo. L’eventuale utilizzo dell’aculeo rappresenterebbe una reazione difensiva a un contatto accidentale.

Saranno ora gli esperti, attraverso l’analisi delle ferite e degli elementi disponibili, a stabilire se dietro i due misteriosi episodi avvenuti nel mare del Cilento possa esserci proprio la “frustata” della coda di un trigone viola.

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