Nell’Alta Irpinia, a circa 76 chilometri da Avellino, si erge Calitri, un borgo che sembra uscito da un dipinto per la sua sagoma di case colorate adagiate su una cresta tufacea, con vista sulla valle dell’Ofanto. Per dimensioni del territorio è tra i più vasti del circondario e incarna un’identità culturale forte, radicata nella storia, nelle tradizioni e nelle comunità che l’hanno abitato per secoli.
Calitri deve il suo nome all’antico termine greco aletrion, che indicava la macinazione del grano, testimonianza di un passato agricolo profondo e proiettato nella quotidianità della sua gente. Qui, la complessità del passato si intreccia con le tracce di insediamenti preistorici, passando attraverso la fortificazione medievale del borgo e la sua ricostruzione dopo il disastro del terremoto del 1694, che costrinse la comunità a rifondare l’abitato più in basso rispetto alla roccaforte originale.
La fisionomia di Calitri non è solo architettonica, ma anche umana e culturale. Definita dal Touring Club Italiano come la “Positano d’Irpinia”, la cittadina ha attratto negli anni l’interesse anche oltre i confini nazionali, arrivando a essere protagonista di trasmissioni televisive internazionali incentrate sulla valorizzazione dei borghi e degli stili di vita rurali.
Un elemento che racconta l’autenticità del luogo è la sua gastronomia, fatta di piatti e prodotti che raccontano storia, fatica e convivialità. Tra le eccellenze riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali spicca il Pane di Calitri, un pane di grande formato dalla crosta spessa e scura e la mollica alveolata, spesso modellato in forme così grandi da essere definite “ruote di carro”.
Accanto al pane, le cannazze sono un piatto simbolo della cucina calitrana: mezzi ziti trafilati al bronzo, spezzati a mano e conditi con ragù di lunga cottura e formaggi locali. Questo piatto, noto alle famiglie da generazioni, è spesso accompagnato da altre specialità popolari come l’acquasala, fette di pane imbevute in acqua salata arricchite con olio soffritto, aglio e peperoncino, oppure il baccalà alla ualanegna, condito semplicemente con olio, aglio e peperoncino.
Se la tavola racconta la quotidianità, Calitri non è un borgo statico ma un luogo vivo, dove la cultura si intreccia con la modernità. Ogni anno, nella seconda metà di agosto, il borgo ospita lo Sponz Fest, un festival ideato e diretto dal cantautore Vinicio Capossela, che ha forti legami familiari con il paese: suo padre è originario di Calitri. Il festival trasforma le vie del centro storico in un palcoscenico di musica, performance e incontri che celebrano le tradizioni popolari così come le reinventano in chiave contemporanea, attirando migliaia di visitatori da tutta Italia.
Chi passeggia per Calitri oggi scopre un luogo di memorie antiche e visioni future, dove la ceramica d’arte si affianca ai musei, le processioni religiose si intrecciano con le storie popolari, e i sapori di un tempo si ritrovano nei piatti di ogni giorno.












