Dal 15 al 17 maggio, il centro storico si trasformerà in uno strumento musicale diffuso: vicoli, piazzette e balconi diventeranno spazi acustici naturali. Niente palchi, niente amplificazione: solo musica suonata da vicino, tra le persone, nella sua dimensione più autentica e partecipata.
Un progetto culturale che parte dal territorio
I luoghi hanno suoni, ogni suono ha i suoi luoghi, i suoni viaggiano. Castellabate custodisce una tradizione preziosa legata alla chitarra battente, oggi quasi scomparsa ma profondamente connessa alle pratiche musicali del Monte Stella e alle culture sonore di Lucania, Calabria e Puglia.
A onalloco nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco di Castellabate e Struppegna, associazione musicale-culturale, e mira a riattivare questa memoria, riportando al centro il suono come pratica collettiva, relazione e identità.
Negli ultimi anni molti festival hanno privilegiato grandi palchi amplificati, creando una distanza fisica e simbolica tra chi suona e chi ascolta. Allo stesso modo, nelle sagre contemporanee la musica è spesso relegata a semplice accompagnamento del cibo, ridotta a sottofondo.
Sonalloco compie una scelta opposta su entrambi i fronti: elimina ogni barriera e rimette il suono al centro, mentre il cibo torna alla sua funzione originaria di condivisione. La musica non è contorno, ma esperienza principale; il pubblico non è spettatore, ma parte della risonanza collettiva.
Il programma: tre giorni di ascolto, movimento e convivialità
Venerdì 15 maggio – Ascoltare e raccontare
Si apre con una tavola rotonda “suonata” (ore 18:00, Slargo Mandria) dedicata alla chitarra battente di Castellabate in dialogo con le diverse tradizioni del Sud Italia, con studiosi, musicisti e ricercatori.
Durante l’incontro sarà presentato il libro “Nzimma a nu fierro felato. Archeologia Sonora di Castellabate”, a cura dell’associazione Struppegna, che raccoglie storie e riflessioni sui costruttori e i suonatori del territorio.
La serata prosegue con un buffet conviviale e culmina (ore 22:00) con il contest di serenate sotto al balcone: una forma intima e rituale di canto che coinvolge direttamente il pubblico.
Sabato 16 maggio – Concertini a tappe sulle rotte dei Sud
Il pomeriggio è dedicato ai laboratori diffusi per tutte le età: danza, costruzione di strumenti, decorazioni e chitarra battente.
Dalle 18:00, spettacoli e concertini itineranti attraversano il borgo seguendo “le rotte dei suoni”, un percorso musicale che racconta diverse geografie sonore del Sud: dal Cilento alle molteplici Calabrie fino al Gargano. Una fanfara accompagnerà il pubblico da un concertino all’altro, cucendo insieme l’esperienza sonora.
La notte si accende in Piazza Perrotti con la festa a ballo di quadriglia, guidata da mastri di ballo e suonatori tradizionali, in una grande danza collettiva fino a tarda notte.
Domenica 17 maggio – Convivialità
Gran finale con il pranzo musicale (ore 12:00): una formula semplice e potente — “chi porta uno strumento e suona, mangia e beve”. Un momento aperto a musicisti spontanei, abitanti e visitatori, per chiudere il festival in una dimensione autenticamente comunitaria.
Cibo, vino e sostenibilità: l’essenziale al servizio della musica
Sonalloco è un festival a impatto ambientale zero: utilizzo di stoviglie riutilizzabili in terracotta o ceramica, filiera corta e coinvolgimento diretto di produttori e artigiani locali. Il cibo è semplice, locale e accessibile, pensato come parte della convivialità e non come attrazione principale, in equilibrio con la centralità dell’esperienza sonora.
Un invito a partecipare, non solo ad assistere
Sonalloco non è un festival, ma una festa: la celebrazione di un processo culturale che mira a costruire comunità, prima ancora che pubblico.
Un evento popolare e radicale, che restituisce dignità ai suoni tradizionali e trasforma il paese in una grande cassa di risonanza collettiva.
Dal Cilento al resto del Sud, Sonalloco invita tutti – suonatori, appassionati, curiosi – a entrare nei suoni, non a consumarli.












