Chiusura Cilentana, studenti eroi: sveglia di notte per il viaggio-odissea verso il sapere

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Chiusura Cilentana, studenti eroi: sveglia di notte per il viaggio-odissea verso il sapere

Nel cuore del Basso Cilento, una realtà di studenti si erge come esempio di resilienza e determinazione, affrontando un’odissea quotidiana per raggiungere le aule delle scuole superiori di Vallo della Lucania. Senza temere smentite, si può affermare che questi giovani sono autentici eroi, non per le imprese di guerra o le prove estreme, ma per la loro battaglia contro le avversità di un territorio abbandonato dalla politica per oltre trent’anni.

La causa di questa ennesima emergenza è la chiusura della superstrada, nota come “Cilentana”, al km 142 nel comune di Ceraso. Una situazione che si aggrava per l’assenza di interventi, manutenzioni e nuove opere nei decenni passati, lasciando il territorio privo di soluzioni adeguate. La politica latita, e il risultato è un’emerita mancanza di infrastrutture, con la chiusura di arterie vitali come la “Pisciottana”, la nota frana di Rizzico.

Non esistono percorsi alternativi, dunque, se non la ex strada statale 18 tra i Comuni di Massicelle, Montano Antilia, Futani, Cuccaro Vetere, Ceraso e Vallo della Lucania. Un’arteria stretta e piena di insidie, dove i mezzi pesanti restano bloccati e la minaccia delle gelate è imminente.

Circa mille studenti si trovano così costretti a un viaggio complesso e lungo per raggiungere le scuole superiori. L’alternativa del treno è stata adottata, grazie alla collaborazione di Regione, ditte private, Busitalia e Ferrovie dello Stato.

Gli studenti affrontano con rigore e puntualità questa nuova sfida. Il loro entusiasmo per la novità è palpabile, ma con esso si fanno strada preoccupazioni legate alle ore di sonno sottratte e allo studio compromesso. Confabulano tra di loro, cercando soluzioni, come l’ipotesi di affittare un appartamento a Vallo della Lucania per evitare i lunghi spostamenti invernali.

Nonostante le difficoltà, gli studenti non si scoraggiano. L’esperienza della Didattica a Distanza (DAD) durante i periodi di lockdown, le staffette causate dalla frana del Mingardo, nel territorio di Camerota (foto in alto), e ora questo nuovo percorso rendono evidente la loro straordinaria resilienza.

Il sacrificio quotidiano di questi giovani non è solo un atto di eroismo, ma si traduce in risultati positivi. La marginalità del problema della dispersione scolastica nel contesto di un territorio difficile contraddice le statistiche regionali e nazionali.

Guardando al futuro, quando questi ragazzi diventeranno eccellenze nelle diverse professioni, ci si troverà a riflettere sulla necessità di investire in infrastrutture e politiche previsionali. Il declino e lo spopolamento di un territorio iniziano dove mancano strade, ospedali, treni, scuole e politiche che guardano con lungimiranza al benessere delle nuove generazioni. Solo così si potrà evitare che il declino diventi un destino ineluttabile.

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