Cilento, parrucchieri pronti a partire: «Sommersi di prenotazioni, non vediamo l’ora»

Infante viaggi

di Redazione

Le speranze iniziavano a vacillare, poi è giunta la buona notizia: dal 18 maggio parrucchiere, barbieri e centri estetici potranno rialzare le saracinesche. Non è certa e non è ufficiale ma qualche giorno fa l’anticipazione l’ha data il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte che ieri sera ha aggiunto: «Da domani (oggi ndr) ci metteremo a lavoro per comporre il nuovo Dpcm che con molta probabilità questa volta trasformeremo in Decreto legge a cui prenderà parte anche il Parlamento e poi detteremo tempi e modalità precisi per la riapertura di tantissime attività». Dopo la pubblicazione del Dl del governo, bisognerà sempre attendere le ulteriori comunicazioni del governatore della Regione Campani, Vincenzo De Luca. Se ci saranno.

Accade così che, comunque, in questi giorni i telefoni di parrucchieri ed estetisti sono diventati roventi a causa delle tante chiamate da parte dei clienti che non vedono l’ora di tornare in saloni e centri estetici dopo la lunga attesa causata dall’emergenza Coronavirus. «Io speravo nella riapertura, ma non ero molto ottimista. Le avvisaglie sembravano indicare il contrario – confessa la titolare di un centro estetico -. Mi ha fatto molto piacere questa notizia, due settimane in più a disposizione allegeriscono un po’ le nostre preoccupazioni, dalle bollette alle altre spese». «Abbiamo sperato fino all’ultimo nella riapertura, e così è successo – raccontano invece un parrucchiere -. Siamo molto contenti, ma allo stesso tempo siamo molto indaffarati. I clienti ci stanno letteralmente prendendo d’assalto con le telefonate».

Verso la riapertura

Sulla nuova ‘vita’ dei centri estetici la titolare confida che «da sempre ho utilizzato i dispositivi di protezione per tutti i servizi del mio centro estetico (tranne che per i massaggi), compresi guanti e mascherine. Cosa cambierà dal 18? Ci sarà bisogno della mascherina anche per i clienti e per me gli occhiali protettivi. Le clienti non potranno tenere le scarpe nel salone, così ci sarà uno spazio apposito in reception per lasciare le scarpe dentro una busta chiusa. Cambierà probabilmente la tempistica: i servizi saranno un po’ più lunghi rispetto a prima, aumenterà il tempo tra un appuntamento e l’altro di 10-15 minuti per disinfettare la cabina. I clienti dovranno fissare gli appuntamenti solo tramite Whatsapp o telefonate, non più venendo in negozio come facevano prima. Per il resto siamo in due a lavorare, quindi ci saranno nel salone solo due clienti alla volta».

Le linee guida dell’Inail

Le raccomandazioni Inail-Iss appena adottate prevedono che nei locali potrà entrare un solo cliente alla volta e che nelle sala d’attesa e in quelle per il servizi dovrà essere assicurata una distanza di due metri. Ingresso vietato se la temperatura è superiore ai 37,5° e se ci sono problemi respiratori. Se c’è un accompagnatore (o un bambino, ma uno solo) dovrà essere detto già al momento della prenotazione. Le regole sono molto fitte e vanno lette come calde raccomandazioni, poiché come in tutti gli altri contesti vale anche qui il principio aureo del buon comportamento ai tempi del coronavirus.

Deroghe sugli spazi e orari lunghi

All’ingresso del locale al cliente verrà data una borsa monouso per raccogliere gli effetti personali del cliente, da restituire al completamento del servizio, e per il pagamento sarà molto opportuno evitare di maneggiare il denaro contante utilizzando invece bancomat o carta di credito. Le regole, come quella per le spiagge, i bar e i ristoranti, verranno raccolte del Dpcm di riapertura del 18 maggio, un testo in cui si insisterà sulle responsabilità dei controllo di Regioni e comuni. Anche per parrucchieri e centri estetici si punta sulle deroghe all’uso degli spazi esterni per l’attesa e, soprattutto, alle deroghe sui giorni di chiusura, per permettere l’estensione degli orari di apertura dei locali.

Conversazione sì ma solo allo specchio

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Ma vediamo ancora più in dettaglio che cosa prevedono le raccomandazioni Inail-Iss. Prima del taglio e acconciatura sarà d’obbligo il lavaggio dei capelli. La mascherina va tenuta sempre, tranne nelle fasi di trattamento. I clienti dovranno essere avvolti da una mantella o un grembiule monouso e pure gli asciugamani saranno monouso; se riutilizzabili dovranno essere lavati ad almeno 60°C per 30 minuti. Nelle fasi di trattamenti meglio conversare con il cliente tramite lo specchio e “svolgere le procedure rimanendo alle spalle del cliente in tutti i casi possibili”.

Uso moderato dell’aria condizionata

Dopo ogni trattamento si dovrà sanificare l’area di lavoro e gli strumenti utilizzati (forbici, pettini) oltre le normali procedure di prevenzione in atto per il settore (vedere Rapporto ISS COVID-19 n. 19/2020 del 25 aprile 2020). Ma in generale si suggerisce di disinfettare frequentemente le superfici comuni utilizzate da più persone (comprese tastiere, POS, maniglie, corrimani, eccetera). E mai come in questa fase di delicata transizione al dopo-lockdown andranno puliti giornalmente i locali comuni come spogliatoi e servizi igienici con prodotti specifici. Le finestre devono rimanere sempre aperte e se i locali ne sono privi “gli estrattori di aria devono essere mantenuti in funzione per l’intero orario di apertura”. Le raccomandazioni non vietano l’aria condizionata ma invitano a “garantire un ricambio d’aria regolare e sufficiente nei locali di lavoro favorendo, in ogni caso possibile, l’aerazione naturale anche mantenendo la porta di ingresso aperta”.

Niente saune e idromassaggi

Nei centri estetici le regole di igiene sono già molto strette. Andranno rispettate con qualche attenzione in più. Durante i trattamenti estetici, i pannelli della cabina dovranno essere chiusi e dovranno essere adottate specifiche misure soprattutto per le operazioni di cura del viso, incluse quelle di micropigmentazione; in particolare, per i trattamenti del viso che implicano l’uso di vapore, si devono prevedere, ove possibile, operazioni alternative. Tali trattamenti potranno essere effettuati solo in locali fisicamente separati, che devono essere arieggiati al termine di ogni prestazione. Vietati l’uso della sauna o del bagno turco, come anche quello delle vasche idromassaggio. Prima di far entrare il cliente successivo, bisognerà garantire il ricambio di aria nella cabina il più possibile in modo naturale aprendo le finestre, oppure meccanicamente.E, va da sé. massima pulizia tra un cliente e l’altro: si consiglia l’uso di disinfettanti idroalcolici o a base di cloro secondo le indicazioni fornite dalle circolari del Ministero della Salute e dal Rapporto ISS COVID-19, n. 19/2020, “con particolare attenzione a tutte le apparecchiature e strumenti e a tutte le superfici con cui il cliente è venuto in contatto”.

Estetisti con mascherine speciali

Ultime raccomandazioni per il personale, i coiffeur, i barbieri e gli estetisti. L’uso della mascherina chirurgica – si legge nelle raccomandazioni – dovrà essere associato a visiere o schermi facciali rispondenti ai requisiti previsti dalla norma tecnica di riferimento UNI EN 166:2004, ovvero quelli autorizzati in deroga, ai sensi della normativa vigente per l’emergenza COVID-19, per le attività di cura del viso e della barba. In particolare per gli estetisti “dovranno essere previsti dispositivi di protezione individuale di livello protettivo superiore (FFP2 o FFP3 senza valvola espiratoria) per le attività di cura del viso che prevedono l’utilizzo di vapore e/o generazione potenziale di aerosol e, comunque, in tutti i casi già previsti dalla normativa vigente”. Sia i FFP2/FFP3 che gli schermi facciali e le visiere “devono essere DPI di III categoria, per cui il loro uso deve essere valutato nell’ambito della complessiva gestione dei rischi, con un adeguato coinvolgimento del Medico Competente, ove previsto dalla normativa vigente”. Anche il personale addetto alla cassa dovrà indossare la mascherina chirurgica prevedendo altresì barriere di separazione (per esempio il separatore in plexiglass). Ultima raccomandazione per il personale: si consiglia di indossare abiti da lavoro diversi da quelli di arrivo al lavoro o in alternativa mantella/grembiule monouso.

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