Cilento, per la Cassazione «sono 4 ladre professioniste»: respinto ricorso

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Furti con destrezza nelle gioiellerie. Cassazione rigetta ricorso di quattro donne, appartenenti al cosiddetto clan degli zingari di Agropoli: si tratta della 48enne Antonina Marotta, della 36enne Silvana Marotta, della 50enne Antonietta Marotta e della 45enne Isabella Marotta, tutte condannate a fine 2017 dalla Corte di Appello di Napoli per aver rubato preziosi in tre gioiellerie. La notizia la riporta Stile Tv. I rispettivi avvocati difensori, nel ricorrere contro la sentenza definitiva di condanna, ne avevano sollevato diversi vizi di motivazione, mettendo in discussione l’attendibilità delle immagini di videosorveglianza nei negozi al fine corretto riconoscimento delle imputate, il fatto che dalle stesse immagini si evincerebbe che le quattro complici avessero solo toccato e non asportato i gioielli, contestando perfino l’aggravante della destrezza in quanto “non sarebbe emersa particolare agilità e sveltezza” nel visionare la merce esposta dai gioielleri.

Ma sui possibili travisamenti delle prove fornite dagli inquirenti e dalle testimonianze dei derubati, i giudici della Suprema Corte di Cassazione in Roma (presidente Maria Vessichelli, relatore Giuseppe Riccardi) hanno dichiarato inammissibili tutti i ricorsi, sottolineando – come riporta ancora Stile Tv – l’attendibilità di tutti i quadri probatori a loro carico ed il fatto che si tratta di “ladre professioniste gravate da plurimi precedenti specifici”, condannando ciascuna ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e della somma di 3mila euro cadauna in favore della Cassa delle Ammende.

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