Era originario di Salerno il sergente Simone Ruggia, una delle quattro vittime dell’incidente che ha coinvolto un elicottero militare italiano CH-47 in Bosnia-Erzegovina. Il militare prestava servizio a Viterbo presso il Comando Aviazione dell’Esercito (Aves), dove era inquadrato nel primo reggimento «Antares» del Centro Addestrativo.
Ruggia e il collega Claudio Marchesi, anch’egli sergente dell’Aviazione dell’Esercito, erano i due militari ai comandi del velivolo precipitato durante un’attività nell’ambito della missione europea Eufor Althea. Secondo quanto riportato da fonti di stampa, Ruggia viveva a Viterbo da circa otto anni, dove svolgeva il proprio servizio.
Il reggimento «Antares» si occupa della formazione e dell’addestramento di piloti e tecnici, oltre che dello sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili, fornendo capacità operative alle Forze terrestri sia in Italia sia nei teatri internazionali.
Con i due sergenti dell’Esercito hanno perso la vita anche il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Zecchillo era medico, mentre Procacci prestava servizio come infermiera. Un altro componente del team di evacuazione medica della Croce Rossa è rimasto ferito.
A bordo del CH-47 si trovavano complessivamente 15 persone. Il bilancio ufficiale è di quattro morti e undici feriti, tutti assistiti nelle strutture sanitarie locali. Secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa, nessuno dei feriti risulta in pericolo di vita.
L’elicottero era impegnato nell’operazione Eufor Althea, la missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina. Le cause dell’incidente sono ancora in corso di accertamento. Sono state avviate le indagini per ricostruire la dinamica e chiarire le circostanze dello schianto.
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