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Emergenza cinghiali in Cilento, Fulgione: «Abbatteremo tra i 5mila e gli 8mila capi»

di Antonio Vuolo

«Abbiamo stimato di abbattere selettivamente tra i 5mila e gli 8mila capi, senza dimenticare però che nell’ultimo anno sono stati già abbattuti 4mila esemplari. Ora bisogna migliorare nelle capacità selettive di abbattimento, mirando agli individui che fanno crescere la specie». La voce è quella del professore Domenico Fulgione, del Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli, che torna a gestire, dopo aver ricoperto già in passato tale incarico, il Piano di Gestione dell’emergenza cinghiali nel Cilento. A lui e alla sua equipe spetterà il compito di contrastare quella ch’è diventata ormai una vera e propria piaga a sud della provincia di Salerno con scorribande in pieno centro urbano e danni sempre più ingenti al comparto agricolo. A ciò si aggiungono anche gli incidenti stradali. E per il professore l’unica strada da perseguire è quella dell’abbattimento selettivo. «La soluzione più efficace è l’abbattimento selettivo, sottraendo gli individui responsabili della crescita demografica della specie – conclude Fulgione – E’ fondamentale, ovviamente, farlo in maniera selettiva perché altrimenti si rischia di fare un doppio danno, facendo proliferare la loro presenza»

©Riproduzione riservata




A Cura di

Antonio Vuolo

Giornalista e comunicatore per passione e per professione da ormai oltre 10 anni, se non ho perso il conto. Il segreto? Avere dentro di sé sempre la stessa curiosità di un bambino. Mi appassionano i temi legati soprattutto alle questioni di attualità, allo sport, al territorio. Quando non sto con una penna in mano o una telecamera davanti, potete “trovarmi” in giro in qualche angolo del Cilento o del mondo, oppure più semplicemente in un bar a sorseggiare un calice di vino con gli amici.
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